Finanza
Auto pagate e non consegnate: scatta la denuncia per truffa
Pisa. Una quarantina di clienti hanno versato la caparra senza vedere la vettura. Avviata anche un’azione civile. Una pensionata: «Usano scuse non attendibili»
PISA. L’offerta è accattivante. La valutazione dell’usato super. Squisita la gentilezza prima della firma del contratto.
Lo scenario muta dopo il versamento della caparra. L’auto promessa non arriva, le scuse si moltiplicano e a dilatare i tempi, ma non è un reato, ci si mette anche il Covid. È un autosalone specializzato nella vendita di auto a km zero e semestrali con sede in un comune del Lungomonte quello che ha fatto arruolare sullo stesso fronte almeno una quarantina di aspiranti acquirenti che aspettano le loro auto, almeno in parte già pagate e mai consegnate.
Ogni storia si somiglia nelle aspettative e nei mancato rispetto contrattuale.
Una famiglia di Firenze ha pagato il 20 per cento del valore dell’auto, una Fiat 500 a km zero con consegna prevista dopo 20 giorni, un mese. La stanno ancora aspettando. La piazza virtuale di Facebook fa da aggregatrice per altri clienti pagatori senza macchina. E si scopre che il fenomeno è comune a decine di persone. Esiste pure un gruppo su WhatsApp.
C’è chi spera almeno di riavere la caparra, ma di rinvio in rinvio il pagamento slitta con le scuse più rituali. Una pensionata di Pisa ha presentato denuncia per truffa nei confronti di tre persone riferibili all’autosalone avviando anche una causa civile. Nella querela è finita anche la finanziaria di cui i venditori si servivano per prestiti. La signora pisana l’auto, una Fiat 500 Cross, l’aveva ordinata a gennaio versando 4.500 euro e iniziando pure a pagare quattro rate. Almeno il finanziamento è riuscita a interromperlo. Riottenere la caparra è un miraggio.
«La mancata risposta anche alle contestazioni e ai solleciti del mio legale, sia da parte dell’autosalone che dell’istituto di credito erogatore del finanziamento – si legge nella querela della pensionata – faceva insorgere il sospetto di essere stata vittima di una vera e propria truffa. Se, infatti, nel periodo precedente al lockdown e in quello del lockdown stesso, avevo potuto trovare verosimili le scuse accampate dai promissari venditori per la mancata consegna del bene, successivamente queste si sono fatte sempre meno attendibili, fino a divenire, nel mese di luglio (a ben 3 mesi dalle riaperture) addirittura risibili. Come poteva, infatti, l’autovettura promessa in vendita (un veicolo a km zero, e che dunque doveva risultare di proprietà dell’autosalone da almeno 6 mesi per poter essere legalmente rivenduto a terzi come tale) non essere ancora disponibile, a fronte di un contratto stipulato in data 11 gennaio 2020?». —
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