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«Sciopero fiscale, ecco le tasse da non pagare»

Confcommercio non molla e stila un vademecum per le aziende su quali scadenze rispettare e quali no

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«Le imprese e i professionisti pisani che aderiscono allo sciopero fiscale potranno non pagare gli acconti delle imposte Irpef, Ires e Irap del 2020 in scadenza il 30 novembre».

Lo scrive Confcommercio Pisa che procede, avanti tutta, con l’iniziativa lanciata qualche giorno fa di “sciopero fiscale” a seguito dell’emergenza economica che ha investito le imprese con la pandemia e i provvedimenti anti-contagio. Crisi che secondo l’associazione rischia di far scomparire 10mila aziende in provincia di Pisa. «In generale i tre acconti costituiscono insieme il 50% delle imposte dovute in un anno. Il loro mancato incasso dovrebbe quindi essere subito ben visibile alle casse statali, e questo è il nostro obiettivo», afferma la presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Federica Grassini, che precisa: «Per il mancato versamento degli acconti Irpef, Ires e Irap è comunque possibile fare ricorso al ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare successivamente il pagamento».

«Se non ci riescono le richieste e gli appelli, saranno i numeri a evidenziare il contributo del terziario nella composizione della ricchezza del nostro Paese», tuona Grassini, che ricorda come lo sciopero fiscale non sia assolutamente «un invito a delinquere, ma piuttosto a usare consapevolmente lo strumento dello sciopero come forma di protesta. In questo momento molti imprenditori non sono in grado di procedere con i versamenti richiesti e hanno preferito pagare prima di tutto dipendenti e fornitori. Tanto più che altre imposte andranno per forza saldate», ricorda la presidente. «Andrà rispettata la seconda rata dell’acconto per i contributi previdenziali Inps per imprenditori e professionisti, ugualmente in scadenza il prossimo 30 novembre, così come l’Iva e le ritenute operate sui compensi, e nel caso degli alberghi, deve essere saldato quanto ricevuto dal cliente come tassa di soggiorno, perché in questi casi si tratta di soldi che l’impresa riscuote per conto di altri enti», chiarisce Grassini. «Andranno poi rispettati gli adempimenti fiscali quali l’invio telematico del Modello Redditi 2020, del Modello Irap 2020 e delle liquidazioni periodiche Iva». Una prima reazione allo sciopero fiscale dovrebbe arrivare dal governo, con il rinvio delle scadenze fiscali del 30 novembre almeno per le attività sospese nelle zone rosse. Ma ancora non c'è l'ufficialità. «Un altro segnale gravissimo del balletto che si sta consumando sulla pelle di commercianti e imprenditori – commenta amareggiato il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli –. È inaccettabile che venga annunciato il probabile rinvio di una scadenza solo il giorno prima, e comunque posticipare la scadenza non servirebbe. Per il 2020 le imposte devono essere cancellate completamente!». —

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