Sicurezza
Il Comune rinuncia al ricorso: avanti con la moschea a Porta a Lucca
Conti risponde a un quesito sul contenzioso in atto Auletta (Diritti in Comune): «Una sconfitta politica di questa amministrazione»
pisa
«Questa è la parola fine al comportamento della giunta e della maggioranza volto a impedire la realizzazione di un luogo di culto. Nel frattempo altri soldi pubblici (per la redazione di una memoria da allegare al ricorso, ndr) sono stati sprecati da questa amministrazione per fare propaganda». È il commento del consigliere comunale di Diritti in Comune Ciccio Auletta all’annuncio del sindaco di Pisa, Michele Conti, relativo alla rinuncia da parte del Comune a ricorrere al Consiglio di Stato contro la realizzazione della moschea a Porta a Lucca. Proprio Auletta, ieri, si era fatto promotore di un question time al primo cittadino con l’intento di capire lo stato dell’arte del contenzioso tra pubblica amministrazione e Comunità Islamica cittadina anche a fronte dell’ultimo pronunciamento del Tar Toscana e del parere positivo della Soprintendenza alla realizzazione della moschea. Conti ha richiamato le sentenze e i pareri confermando la decisione di non procedere al ricorso anche alla luce della rinuncia al procedimento di fronte al Consiglio di Stato da parte del Mibact. «La sconfitta politica per questa amministrazione è totale e incondizionata», ha aggiunto Auletta. E a fargli eco ci hanno pensato l’ex sindaco Marco Filippeschi e alcuni rappresentanti del Pd. «Vince l’incombere della Corte dei Conti – ha commentato l’ex sindaco – straperde il sindaco Conti. Un disastro voluto, per arroganza e volontà di discriminare. Da dimissioni». Sulla mancata comunicazione della rinuncia al ricorso, confermata solo a seguito del question time di Auletta, interviene l’ex assessore Andrea Ferrante: «Non credo che sia successo per delicatezza, visti i modi spregiudicati e i toni scomposti e a volte beceri con cui la destra pisana ha cavalcato il tema. Più verosimile la vergogna per una figuraccia di cui non ricordiamo precedenti».
«Nelle ultime settimane – ricorda il consigliere Pd Marco Biondi – come gruppo Pd avevamo fatto richiesta di accesso agli atti per sapere a che punto era il ricorso ma non avevamo avuto ancora riposta. Questa è una vittoria importante per il rispetto e la tutela dei diritti, anticipata anche dal rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza. Si mette la parola fine a tutti gli atti fatti da questa amministrazione in contrasto al diritto alla libertà di culto della Comunità Islamica. C’è da chiedersi chi ora ripagherà la Comunità Islamica per i danni arrecati».
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