Lutto
Video choc con i nomi di chi ha perso la vita
VECCHIANO
Tante macchie di sangue. Lo sfondo nero che si riempie di rosso. Il tempo, scandito dalle voci di sessanta ragazzi dell’IC Daniela Settesoldi di Vecchiano che uno dopo l’altro, ricordano le vittime di femminicidio dal 1° gennaio 2020 ad oggi. Nomi, giorni, luoghi. Un epitaffio pesante di donne uccise. Donne, mogli, compagne, madri, sorelle, amiche o colleghe di qualcuno. Nella giornata contro la violenza sulle donne gli alunni delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado di Vecchiano dicono forte e chiaro “No alla violenza sulle donne”, e lo fanno attraverso un video pubblicato sulla pagina web dell’Istituto. Superando anche la distanza imposta dalla dad, grazie al prof. Rosario Rossino che tolti i panni di docente, ha indossato quelli di regista e video maker, gli alunni hanno realizzato il video, “Femminicidio 2020”. Registrando in autonomia la propria voce, hanno uno ad uno elencato il nome della vittima, quando e dove è stata uccisa.
«Questa scuola ha sempre portato avanti laboratori su legalità e video giornale, realizzando piccoli cortometraggi su tematiche particolarmente importanti e sentite dai ragazzi – sottolinea Rossino - Con l’emergenza sanitaria abbiamo dovuto interrompere le attività ma volevamo comunque creare qualcosa insieme a loro per questa giornata. Dovendo fare un lavoro a distanza, sei ragazzi per ogni classe, in tutto 10 tra seconde e terze, hanno prestato la loro voce per ricordare ciascuno una vittima. Gli alunni sono stati puntualissimi nelle registrazione e fin da subito hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa. Spesso un’immagine vale più di mille parole e la scelta della macchia di sangue ci è sembrata efficace e di impatto per colpire la sensibilità del pubblico».
Non solo gli alunni più grandi, ma anche i ragazzi delle prime, i docenti, il personale Ata, hanno deciso di partecipare a questa giornata indossando qualcosa di rosso, una sciarpa, una felpa, un maglione o un nastro, in ricordo delle tante donne assassinate. «L’unica strada per reprimere questa piaga sociale è l’educazione – spiega la dirigente scolastica Sonia Pieraccioni – non possiamo tornare indietro. Come Scuola cerchiamo di dare input positivi e giuste informazioni sulla parità di genere ai ragazzi, proprio perché saranno loro gli adulti di domani e devo dire che loro in questo sono molto sensibili e creativi». — Giulia Serni
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