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Pisa

Perseguitate, maltrattate, abusate L’ultimo caso è di sei giorni fa

s.c.
Perseguitate, maltrattate, abusate L’ultimo caso è di sei giorni fa

Nel mirino dei poliziotti un infermiere stalker allontanato dalla moglie. Ma il 2020 è pieno di storie di uomini violenti

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PISA

L’ultimo caso è di cinque giorni fa. Un infermiere siciliano di 41 anni, residente in provincia, finisce sotto inchiesta. Lo denuncia la moglie dalla quale si sta separando. La relazione tra è finita ma l’uomo non vuole saperne. Una storia da manuale. La mattina del 20 novembre la Questura gli notificato la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie, in relazione al reato contestato (sempre quello degli atti persecutori) e di contatto con la donna con qualsiasi mezzo. Un punto per mettere uno stop alla violenza.

Sono tante le storie, tutte con un unico denominatore, la violenza e la mancata accettazione della realtà. Le statistiche sono utili per comprendere un fenomeno, come quello degli atti persecutori o dei maltrattamenti in famiglia, che non sembra dare tregua. Comparando i numeri forniti dalla Questura di Pisa, tenendo come riferimento il periodo da inizio anno al 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza alle donne, possiamo vedere che rispetto agli atti persecutori (stalking) nel corso dell’anno sono stati denunciati 75 episodi, di cui 20 solo a Pisa, con 60 persone denunciate e 9 arrestati. Mentre l’anno passato, nello stesso periodo, la Questura aveva ricevuto 91 denunce, di cui 18 per fatti avvenuti nel capoluogo, con 80 denunciati e 7 persone arrestate. Per il reato di maltrattamenti in famiglia invece nel 2019 gli episodi denunciati sono stati 130, di cui 24 a Pisa e il resto nella provincia, con 111 persone denunciate e 21 arrestate. Nello stesso periodo di quest’anno invece si contano 125 denunce, di cui 35 per fatti avvenuti a Pisa, 106 persone indagate e 21 arrestate.

Storie drammatiche. Come quella del padre di 47 anni arrestato a Fauglia per i ripetuti maltrattamenti nei confronti della moglie, madre di due figli adolescenti. La vicenda, avvenuta in estate, della donna di Livorno sequestrata da un albanese durante il viaggio a bordo di un van per il trasporto dei cavalli da Cesena a Migliarino, salvata grazie all’intuizione di una poliziotta che al telefono si era finta sua amica. A ottobre una donna di 43 anni denuncia di essere vittima di atti persecutori da parte di un uomo che aveva frequentato per un breve periodo dopo la rottura con il marito. L’uomo, 48 anni, di Pontedera, viene denunciato e il 3 novembre, con ordinanza del Gip del tribunale di Pisa, viene posto agli arresti domiciliari accusato anche di appropriazione indebita sempre in danno dell’ex compagna. Importante è conoscere gli strumenti per difendersi, ha ricordato Virgilio Russo, primo dirigente e capo dell’Anticrimine. La Questura di Pisa fa parte di una rete territoriale insieme alla Procura, ai servizi sociali e alle onlus che si occupano di donne maltrattate, che è un valido sostegno alle vittime. «Non è mai solo uno schiaffo, perché se usa violenza, non è amore. Se ti fa del male fisico, non è amore. Se ti intimidisce, non è amore. Se ti dice che senza di lui non sei nulla, non è amore». È il messaggio al centro della campagna di informazione sugli strumenti che le vittime hanno a disposizione per potersi tutelare. Si comincia con l’ammonimento del Questore, primo passo per cercare di mettere un freno al persecutore o a chi maltratta. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la polizia di Stato ha inoltre diffuso sui social (c’è anche sulla pagina Facebook della Questura stessa) un video i n cui i dirigenti delle divisioni Anticrimine si rivolgono alle donne che subiscono violenza, invitandole a non trovare giustificazioni per i loro aguzzini, primo passo necessario per uscire da una pericolosa condizione di soggezione e isolamento. La Questura oltre ha partecipato alle iniziative di sensibilizzazione anche con un video della sovrintendente Dalia Gambini, che presta servizio al posto di polizia dell’ospedale di Cisanello e che tratta “in diretta” i casi di donne maltrattate costrette a rivolgersi ai medici del pronto soccorso. L’obiettivo è quello di fare conoscere il fenomeno in tutte le sue forme, comprese quelle della violenza psicologica, sempre per aiutare le vittime a difendersi. —



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di Redazione Pisa