Gioco
Lo storico ristorante “Lo Schiaccianoci” si arrende alla crisi
Il titolare Giovanni Andreani: i costi fissi restano ed un locale non può stare chiuso per lungo tempo, mi dispiace per i dipendenti
«Mi dispiace per i miei dipendenti che dovranno trovarsi un nuovo lavoro, ma io, purtroppo, mi fermo qui». Parole amare quelle pronunciate da Giovanni Andreani, 78 anni, imprenditore di lungo corso, titolare dello storico ristorante “Lo Schiaccianoci” in via Vespucci a Pisa. Il locale il 31 dicembre chiuderà i battenti per sempre, dopo già lunghi mesi di stop alle spalle dovuti al Covid. Una decisione sofferta quella presa da Andreani, proprietario e cuoco, ma dettata da tempo dalle trasformazioni prodotte dalla globalizzazione che hanno dato un nuovo volto al quartiere della Stazione e, da ultimo, le rigidissime norme imposte da una pandemia senza precedenti che ha cambiato le carte in tavola per molti.
E così chiude definitivamente, con tanta sofferenza, ma con la consapevolezza di aver tentato il tutto e per tutto. “Lo Schiaccianoci” era per Giovanni Andreani tutta la sua vita. Una lunga avventura imprenditoriale che aveva portato il ristoratore, originario di La Spezia, a rilevare negli anni Novanta il noto ristorante di via Vespucci. Un vero punto di riferimento per gli amanti della cucina tipica toscana e ligure, in un ambiente familiare e confortevole. «Il lavoro già mi manca ora - dice Andreani - figuriamoci a gennaio quando avrò messo nero su bianco la mia decisione e non si potrà tornare indietro. Ma così non è possibile andare avanti. Il Covid ci ha posto in una situazione molto difficile e gli aiuti promessi non sono stati in grado di dare linfa ad un’attività come la mia. I costi fissi restano ed un locale non può stare chiuso per lungo tempo. Già avevamo affrontato con difficoltà l’emergenza di marzo, poi questa estate la mancanza di turisti ci aveva costretto di nuovo a chiudere. Un’emergenza dietro l'altra e così ho detto basta».
Andreani è molto dispiaciuto anche per i suoi dipendenti che dovranno trovarsi una nuova occupazione. «È a loro che va il mio pensiero - conclude l'imprenditore -. Io sono già in pensione, ma avrei continuato a lavorare volentieri se ci fossero stati i presupposti. Loro invece sono ancora giovani e dovranno farsi largo in un settore messo in ginocchio da un virus». —
Roberta Galli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
