Sicurezza
«Vinicio Bernardini, un comunista che sapeva unire»
PISA
«Pisa gli deve moltissimo, perché lui le ha dato il meglio della sua vita, della sua passione politica e civile». Così l’ex sindaco Marco Filippeschi ricorda Vinicio Bernardini, per due volte primo cittadino di Pisa e parlamentare del Pci, deceduto lunedì scorso nel reparto Covid dell’ospedale di Cisanello all’età di 94 anni. «Ha amato e sentito la sua città - sottolinea Filippeschi - perché ha sempre interpretato il suo impegno come riformismo concreto messo alla prova proprio in una città difficile com’è stata e com’è Pisa. Era una personalità popolare, aveva un consenso che andava ben oltre quello del suo pur fortissimo partito. Era radicato e stimato anche in ambienti di solito non tanto generosi con la sinistra, ma che riconoscevano in lui la persona che sapeva ascoltare, la sua competenza in economia, la sua affidabilità, la sua capacità di affrontare e risolvere i problemi senza rigidità e preconcetti. Pisa gli deve moltissimo, perché lui le ha dato il meglio della sua vita, della sua passione politica e civile. Lo ricorderemo in tempi migliori, come lui sicuramente vorrebbe. Resterà nei nostri cuori, dovrà rimanere per sempre esempio e simbolo della storia migliore della nostra città».
Al dolore si associano anche Ranieri Del Torto, segretario dell’Unione comunale del Pd («La scomparsa dell’onorevole Bernardini lascia un grande vuoto nella scena politica pisana», sottolinea) e Bruno Possenti, presidente provinciale dell’Anpi di Pisa, l’associazione dei partigiani alla quale Bernardini era iscritto. «Per decenni è stato impegnato nelle istituzioni ricoprendo ruoli di grande responsabilità - ricorda Possenti -. Ovunque è stato apprezzato e stimato da compagni di militanza politica ed avversari». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google