Sicurezza
Nasce il comitato anti-crisi degli operatori culturali e dello spettacolo
Pisa: l’organismo civico raggruppa tredici realtà professionali attive nell’attività di produzione e organizzazione di eventi
PISA. “Pisa riparta dalla cultura” per dare un sostegno alla categoria. È questo l’appello lanciato alle istituzioni da un gruppo di realtà artistiche del territorio. Tredici per l’esattezza, che hanno voluto dare vita ad un organismo civico, il Comitato degli operatori culturali-spettacolo dal vivo Pisa (Cosv).
Una rete che raggruppa al suo interno realtà professionali attive da anni nella produzione e organizzazione di eventi e che si prefigge uno solo obiettivo: la costituzione di un tavolo permanente per la gestione dell’emergenza Covid e una co-progettazione futura dell’offerta culturale cittadina. La situazione è pesante, la categoria è messa in ginocchio da una pandemia senza precedenti e così si pensa a fare squadra, facendo sentire la propria voce e coinvolgendo nel proprio progetto istituzioni locali e regionali affinché qualcosa si possa muovere. In sostanza mancano finanze e spazi adeguati alle nuove normative. «In questa fase drammatica – scrive il comitato – emerge con tutta evidenza la necessità di superare logiche e schemi precostituiti e di disegnare insieme politiche e strategie culturali visionarie e innovative, in maniera coordinata, tenendo conto delle potenzialità, delle esigenze e dei bisogni dei soggetti che da anni animano la vita culturale di Pisa».
Ed è proprio sul termine strategie future che il neo comitato (al quale hanno aderito Lumiere, ExWide, Borderline Club, Caracol, Leningrad Cafè, Pisa jazz, Pisa Folk, Teatro Sant’Andrea-Sacchi di Sabbia, Cinema Arsenale, Cinema Teatro Nuovo, Auser Musici, Movimentoinactor e Con.Cor.D.A Residenza Artistica della Toscana) punta la sua attenzione per aprire una strada nuova con il coinvolgimento di istituzioni locali e regionali. «La nostra categoria – afferma Andrea Vescio, uno degli operatori culturali aderente al cartello – in questo periodo sta pagando un prezzo altissimo. Solo a Pisa ci sono in sofferenza 150 lavoratori che prestano la loro opera nel settore della cultura, senza parlare degli artisti professionisti che si sono visti annullare intere stagioni». E così il comitato civico, costituitosi l’11 novembre scorso, prova a scendere in campo con una serie di obiettivi di medio e lungo periodo, partendo dall’affrontare in maniera sinergica l’emergenza Covid fino a favorire il coordinamento tra il Comune, gli operatori culturali attivi in città, enti e istituzioni locali e regionali, operanti nell’ambito dello spettacolo dal vivo. A spiegare meglio il progetto è Mariangela Barbarito, presidente del comitato «Dopo mesi di interlocuzione con le istituzioni locali – afferma la presidente – riteniamo che in questo momento di crisi, non solo sanitaria ma anche economica, debbano essere messi in piedi tutti gli strumenti possibili di concertazione, coordinamento e co-progettazione per evitare che il comparto culturale cittadino, fortemente provato dalla crisi Covid -19, muoia definitivamente auspicando che la costituzione del Comitato possa essere uno strumento fondamentale per trovare soluzioni nuove e condivise per affrontare questi mesi drammatici».
Le idee non mancano, occorre solo trasformarle in progetti. «Con un calendario – scrivono ancora dal comitato – per intraprendere già dalle prossime settimane un percorso proficuo di incontri e confronti non solo con le amministrazioni comunali del nostro territorio, ma anche con la Regione, le Fondazioni attive e operanti in città (Fondazione Pisa, Fondazione Teatro Verdi), gli artisti e tutti gli attori della filiera culturale cittadina disponibili ad intraprendere una strada sinergica e collaborativa».
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