Il dolore
Cna: no contributi a macchia di leopardo
pisa
Non solo centro storico. Gli aiuti per le attività danneggiate dal Covid destinati alle città turistiche come Pisa dal decreto dell’agosto scorso arriveranno anche alle imprese del litorale e di altre zone della città che ne faranno richiesta. Lo ha precisato il Comune rispondendo a un quesito di Cna su chi ha diritto o meno alle risorse, per la precisione un contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali. Ma in realtà la questione non è ancora del tutto chiarita.
«Ringraziamo il Comune di Pisa – si legge in una nota della Cna di Pisa – per la velocità con cui ha apportato il chiarimento, in particolare gli assessori Paolo Pesciatini e Massimo Dringoli, che si sono adoperati per rispondere al nostro quesito. In sostanza tuttavia l’amministrazione comunale ha potuto svolgere una mera ricognizione di quelle che sono le zone considerate come equipollenti al centro storico adottando un criterio di tipo urbanistico-edilizio peraltro già ben individuabile nella disciplina attuale. Di fatto si riscontra un notevole ampliamento delle attività interessate dal potenziale beneficio e questo è senz’altro positivo».
Resta però una applicazione «a macchia di leopardo, con numerose situazioni di potenziale iniquità», continua Cna. «Ci troveremo di fronte ad attività commerciali ed artigianali che, pur trovandosi una di fronte all’altra o nell’isolato di fianco riceveranno trattamenti diversi – prosegue l’associazione –. Diamo atto al Comune che ha fatto quello che poteva fare, anche perché dare una chiave di lettura diversa potrebbe esporre a contestazioni e contenziosi. Dovrebbe invece essere evidente che sarebbe necessario fare riferimento al criterio dei flussi turistici, alla densità di attività artigianali e commerciali, alla presenza di pubblico e non ad un criterio, per così dire, di storicità dell’insediamento. Abbiamo chiesto che a livello nazionale venga fatta chiarezza sullo spirito e la ratio della norma che con ogni evidenza vuole dare un sostegno aggiuntivo a tutela delle attività che sono legate principalmente ai flussi turistici così drammaticamente penalizzati dalla pandemia. Ma appunto il criterio adattato per individuare le zone più turistiche delle città (cioè i centri storici) secondo noi è da rivedere perché rischia di essere fuorviante. Restano da chiarire a livello nazionale come abbiamo già peraltro fatto anche altri aspetti legati ai taxi e Ncc che rientrano nella misura e su cui siamo in attesa».
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