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«Moschea, avanti con l’iter No a ripercussioni sullo stadio»

francesco loi
«Moschea, avanti con l’iter No a ripercussioni sullo stadio»

Interpellanza del Pd: il Comune sveli le sue reali intenzioni su queste vicende Da Palazzo Gambacorti filtra un’apertura al dialogo con la comunità islamica

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Da una parte, la richiesta di rilascio del permesso a costruire. Dall’altra, nuovi dubbi: la controversia sul luogo di culto può compromettere l’iter per il restyling dell’Arena Garibaldi? Il caso della moschea di Porta a Lucca, legato a quello dello stadio, torna in primo piano nell’agenda di Palazzo Gambacorti con un’interpellanza dei consiglieri comunali del Pd Olivia Picchi e Vladimiro Basta. «A che punto siamo realmente?», chiedono al sindaco Michele Conti.

Peraltro, la vicenda della moschea viene rilanciata soprattutto dal fatto che la comunità islamica, alla luce delle prescrizioni della Sovrintendenza giunte in coda ad una serie di ricorsi e controricorsi al Tar, ha presentato intanto un progetto con le modifiche richieste. «Ora il Comune deve rilasciare il permesso a costruire», ha detto l’avvocato Valerio Pardini che con la collega Lina Cini rappresentata l’Associazione Culturale Islamica.

«Vogliamo conoscere le intenzioni di questa amministrazione», dicono i consiglieri del Pd, che definiscono «inaccettabile il silenzio sul permesso a costruire alla moschea, alla luce delle dichiarazioni della Comunità Islamica di aver presentato la documentazione con le prescrizioni richieste. Conti continua strumentalmente ad utilizzare la burocrazia per rallentare l’esecuzione di un diritto acquisito. È un atteggiamento grave da parte di un sindaco e che rischia di portare il Comune nell’ennesima diatriba giudiziaria a spese dei cittadini pisani. Vietare per velleità ideologiche la libertà di culto è la rappresentazione di un giunta fuori dal tempo, chiusa, bigotta e che non può sedere in un’istituzione che nasce da quella Costituzione che oggi loro tentano di negare».

E sui risvolti relativi al restyling dell’Arena: «La giunta ha adottato la variante stralciando la moschea, ma con un atto che presenta non poche criticità perché nulla si dice sui parcheggi, previsti nell’area moschea, che ora vengono a mancare e che invece erano considerati fondamentali perché tutto il disegno della mobilità stesse in piedi. Temiamo sia l’ennesima toppa che diventa peggiore del buco».

Nessuna dichiarazione nel frattempo da Palazzo Gambacorti. Pochi giorni fa, in un’intervista a 50 Canale, il sindaco aveva ribadito che «moschea e stadio seguono ormai iter completamente diversi l’uno dall’altro». Più attendista invece sugli sviluppi legati alla moschea: «Vedremo quale sarà l’evoluzione di questa vicenda».

Dalla maggioranza di Palazzo Gambacorti esce comunque una linea: «Si seguirà la strada tracciata dal sindaco funzionale al dialogo con la comunità islamica al fine di individuare il posto più adatto alle necessità di culto e del quieto vivere della cittadinanza, a partire dalla questione del traffico». Sembra dunque aprirsi lo spiraglio per un’intesa su un posto diverso rispetto a via del Brennero. Ma intanto resta in prima fila la richiesta del permesso a costruire. —

francesco loi

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