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Pisa

proclamato dall’Usb 

Braccia incrociate e bus fermi mercoledì 25 sarà sciopero

Braccia incrociate e bus fermi mercoledì 25 sarà sciopero

La Filt-Cgil punta il dito contro l’azienda: «Da troppo tempo  c’è una condizione conflittuale  con i lavoratori, chiediamo di essere trattati con rispetto»

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PISA

Braccia incrociate e possibili bus fermi. Il prossimo mercoledì 25 novembre potrebbero verificarsi disagi per gli utenti della Ctt Nord in occasione dello sciopero nazionale del trasporto pubblico locale proclamato dall’Usb. I lavoratori incroceranno le braccia per quattro ore per chiedere il rafforzamento e maggiori investimenti per un settore «fondamentale, ma sempre più fragile», accusa il sindacato di base.

«L’emergenza sanitaria - prosegue l’Usb - ha evidenziato l’importante ruolo dei servizi pubblici essenziali, ma ha anche portato alla luce tutte le fragilità di un sistema deturpato dalle privatizzazioni che hanno permesso di assoggettare le funzioni del settore pubblico al conseguimento del profitto di pochi». In provincia di Pisa, il personale della Ctt Nord si fermerà dalle 12 alle 16, anche per contestare determinate scelte della società di trasporti.

La Filt-Cgil punta intanto il dito contro l’azienda. «Da tanto, troppo tempo c’è una condizione conflittuale tra lavoratori e Ctt Nord - accusa il sindacato -. Dal 2013 siamo stati privati di un contratto di secondo livello. La dirigenza ha avuto come unico obiettivo il raggiungimento del massimo profitto senza prendere mai veramente a cuore la qualità del servizio e svalutando il proprio capitale umano. Ha peggiorato costantemente la qualità della vita, non solo lavorativa, dei propri dipendenti anche con una riduzione sostanziosa degli stipendi ed una differenziazione salariale tra lavoratori che svolgono la stessa mansione. Da marzo ci sono state imposte ferie forzate e cassa integrazione. Ci è stato chiesto di prestare anche nei momenti più difficili la nostra opera lavorativa. E così abbiamo fatto, affrontando non solo il rischio di un’infezione, ma anche le difficoltà che questa situazione ha comportato. Da mesi chiediamo che almeno ci sia riconosciuta la possibilità di usufruire di un pasto», “cancellato” con il taglio dei buoni. «Auspichiamo - conclude la Filt - che l’azienda ci tratti con il dovuto rispetto, anteponendo la salute alle logiche del profitto». —

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