Gioco
La Freccia Azzurra saluta Giubbolini: «Ciao Piero, tifa sempre per noi»
L’addio della società sportiva al suo storico segretario morto per un male incurabile. Oggi il funerale in forma privata
PISA
Una lunga battaglia contro un male infido e incurabile combattuta con tenacia e consapevolezza e con le armi dell’ironia, del riserbo e del sorriso. Piero Giubbolini, segretario della Freccia Azzurra, storica società pisana, è scomparso.
Questo il post pubblicato domenica mattina sulla pagina Facebook con il quale la società biancazzurra ha voluto salutare e rendere omaggio al proprio dirigente: «Piero Giubbolini ci ha lasciato: è con il cuore colmo di tristezza che dobbiamo annunciare questa triste notizia. La nostra comunità è affranta e non possiamo fare a meno di ricordare la sua gentilezza, la sua disponibilità e il suo entusiasmo. Abbiamo imparato molto da lui in questi anni, soprattutto come si lotta per non darla vinta al “nemico” usando l’arma dell’ironia. Era il suo modo di farsi forza e di dare forza a tutti noi, suscitando sempre la nostra ammirazione. Ciao Piero, fai sempre il tifo per noi!».
Tantissimi i commenti e i messaggi di cordoglio da parte di sportivi e non. Molto conosciuto, non solo nella zona pisana, Giubbolini era appassionato di calcio, pallavolo, nuoto (discipline che aveva praticato) e informatica. Tre anni fa l’approdo alla Freccia Azzurra, in precedenza era stato al Porta a Piagge, altra società storica della città, e alla Uisp. Tempo fa la scoperta di un terribile nemico con il quale è iniziata una lunga e dura lotta. Nelle ultime settimane le condizioni di Giubbolini si sono aggravate: il ricovero, la spola ospedale casa, l’epilogo.
«Lo conoscevo da tanti anni. Quando ero studente universitario mi regalò un motorino. Un esempio per far capire quanto fosse generoso – esordisce il ds della Freccia Azzurra, Massimiliano Romano –. Ha lavorato fino a metà settembre, è passato a salutarci al campo. Un uomo d’altri tempi, precisione maniacale e spiccata intelligenza. Quando lavorava alla Uisp si occupava anche dei tabellini e delle informazioni per Il Tirreno. Aveva un ottimo rapporto con tutti, sia dirigenti sia ragazzi. Affrontava la malattia con ironia, faceva spesso battute».
Un ritratto commosso e parole di elogio nei confronti di Giubbolini anche da parte del presidente, Agostino Monorchio: «Aveva una forza e una serenità eccezionali. Era consapevole che sarebbe stata questione di tempo ed era molto riservato, lasciava trasparire poco. In pochi sapevamo della battaglia che stava portando avanti e il dramma che viveva. Era sempre molto disponibile e sapeva usare benissimo il computer: si occupava dei tesseramenti, accoglieva le famiglie. Era una certezza, non si risparmiava mai. Quando era ricoverato gli abbiamo mandato diversi messaggi vocali: chiamò per ringraziarci e scoppiò a piangere».
Il funerale si svolgerà oggi in forma privata per le normative anti-Covid. –
Alessandro Marone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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