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Il lutto 

La Freccia Azzurra saluta Giubbolini: «Ciao Piero, tifa sempre per noi»

Alessandro Marone
La Freccia Azzurra saluta Giubbolini: «Ciao Piero, tifa sempre per noi»

L’addio della società sportiva al suo storico segretario morto per un male incurabile. Oggi il funerale in forma privata

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PISA

Una lunga battaglia contro un male infido e incurabile combattuta con tenacia e consapevolezza e con le armi dell’ironia, del riserbo e del sorriso. Piero Giubbolini, segretario della Freccia Azzurra, storica società pisana, è scomparso.

Questo il post pubblicato domenica mattina sulla pagina Facebook con il quale la società biancazzurra ha voluto salutare e rendere omaggio al proprio dirigente: «Piero Giubbolini ci ha lasciato: è con il cuore colmo di tristezza che dobbiamo annunciare questa triste notizia. La nostra comunità è affranta e non possiamo fare a meno di ricordare la sua gentilezza, la sua disponibilità e il suo entusiasmo. Abbiamo imparato molto da lui in questi anni, soprattutto come si lotta per non darla vinta al “nemico” usando l’arma dell’ironia. Era il suo modo di farsi forza e di dare forza a tutti noi, suscitando sempre la nostra ammirazione. Ciao Piero, fai sempre il tifo per noi!».

Tantissimi i commenti e i messaggi di cordoglio da parte di sportivi e non. Molto conosciuto, non solo nella zona pisana, Giubbolini era appassionato di calcio, pallavolo, nuoto (discipline che aveva praticato) e informatica. Tre anni fa l’approdo alla Freccia Azzurra, in precedenza era stato al Porta a Piagge, altra società storica della città, e alla Uisp. Tempo fa la scoperta di un terribile nemico con il quale è iniziata una lunga e dura lotta. Nelle ultime settimane le condizioni di Giubbolini si sono aggravate: il ricovero, la spola ospedale casa, l’epilogo.

«Lo conoscevo da tanti anni. Quando ero studente universitario mi regalò un motorino. Un esempio per far capire quanto fosse generoso – esordisce il ds della Freccia Azzurra, Massimiliano Romano –. Ha lavorato fino a metà settembre, è passato a salutarci al campo. Un uomo d’altri tempi, precisione maniacale e spiccata intelligenza. Quando lavorava alla Uisp si occupava anche dei tabellini e delle informazioni per Il Tirreno. Aveva un ottimo rapporto con tutti, sia dirigenti sia ragazzi. Affrontava la malattia con ironia, faceva spesso battute».

Un ritratto commosso e parole di elogio nei confronti di Giubbolini anche da parte del presidente, Agostino Monorchio: «Aveva una forza e una serenità eccezionali. Era consapevole che sarebbe stata questione di tempo ed era molto riservato, lasciava trasparire poco. In pochi sapevamo della battaglia che stava portando avanti e il dramma che viveva. Era sempre molto disponibile e sapeva usare benissimo il computer: si occupava dei tesseramenti, accoglieva le famiglie. Era una certezza, non si risparmiava mai. Quando era ricoverato gli abbiamo mandato diversi messaggi vocali: chiamò per ringraziarci e scoppiò a piangere».

Il funerale si svolgerà oggi in forma privata per le normative anti-Covid. –

Alessandro Marone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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