Attenzione
Il Caffè Drago si ferma e abbassa la saracinesca, la pizzeria Da Nando non molla e va avanti
Il titolare del bar Nicola Pieroni: «Gli incassi erano già bassi, la situazione è insostenibile, ci prendiamo una pausa». Rosi Grella gestisce il locale di Corso Italia insieme al fratello: «La domanda è diminuita, ma non vogliano arrenderci»
PISA. Con la Toscana in zona rossa, bar e ristoranti possono contare esclusivamente sull'asporto (dalle 5 alle 22) e sulle consegne a domicilio. E nel settore c'è chi decide di provarci comunque e che invece, almeno per il momento, si ferma.
CAFFÈ DRAGO
Le luci si spengono. La saracinesca viene giù. Il gioco non vale la candela. Tra i bar che hanno deciso di chiudere momentaneamente in base al nuovo Dpcm c’è anche il Caffè Drago di corso Italia a Pisa. Da domani mattina stop al servizio di asporto: niente più cappuccini, caffè e brioche o un piatto veloce per il pranzo. Per un paio di settimane il bar resterà chiuso in attesa di tempi decisamente migliori. Una decisione non facile quella presa da Nicola Pieroni, titolare del locale, aiutato nella gestione da mamma Daniela Farnesi. Ma questa è la realtà. Il Covid detta le sue dure leggi e i numeri, purtroppo, parlano chiaro anche per chi opera nel centro cittadino: meno clienti e meno incassi, mentre i costi fissi restano invariati.
«Chiudiamo perché la stragrande maggioranza del commercio di corso Italia si fermerà. E noi – afferma Nicola Pieroni – stavamo qui, aperti, per dare un servizio a chi lavora all’interno delle altre attività commerciali. Non essendo permessa la circolazione con la zona rossa, domani, in corso Italia non ci sarà il solito passeggio e quindi di conseguenza anche noi non lavoreremo E già un assaggio di tutto ciò lo abbiamo avuto la settimana scorsa con l’asporto: gli incassi erano talmente bassi che la sera avevamo il banco ancora pieno di pezzi dolci e salati invenduti. Una situazione non sostenibile per un’attività come la nostra e inevitabilmente, purtroppo, abbiamo dovuto mettere le ragazze, ora in ferie, e poi per loro scatterà la cassa integrazione. Quindi per tutte queste ragioni abbiamo deciso per il momento di non proseguire».
Una situazione inusuale per lo storico Caffè Drago di corso Italia, rilevato una decina di anni fa da Nicola Pieroni. «Mai ci saremo aspettati – afferma Nicola – di vivere un evento così, e se vogliamo anche assurdo. La pandemia ha imposto le sue regole e le esigenze sanitarie mal si conciliano con quelle economiche. E in questo momento tenere aperta un’attività non è uno scherzo. Le spese ci sono, le bollette continuano ad arrivare, oltre a tutti gli altri costi fissi, mentre gli incassi non sono più quelli di prima. A questo punto conviene spegnere tutto e stringere i denti in attesa di tempi migliori». Anche mamma Daniela è d’accordo. «Abbiamo cercato di portare avanti il lavoro restando sempre ottimisti – afferma Daniela – ma viste le condizioni generali non ci resta che fermarci, almeno per un po’». —
PIZZERIA DA NANDO
La pizzeria Da Nando in corso Italia, a Pisa, non si ferma. Nonostante il Dpcm che decreta la Toscana zona rossa, domani, lunedì, il locale (oggi è giorno di riposo) continuerà a sfornare pizze e cecine da consegnare a casa con il servizio di asporto. All’interno della pizzeria il morale non è alle stelle, ma bisogna pur andare avanti e guardare al futuro con ottimismo. I fratelli Grella, titolari della storica pizzeria, punto di riferimento per generazioni di pisani che amano e apprezzano prodotti di qualità, hanno deciso quindi di continuare a svolgere il proprio lavoro, con quella passione che contraddistingue dal 1982 questa grande famiglia di pizzaioli. Ieri, come al solito, Carmine e i suoi fratelli erano lì al lavoro. Il forno acceso, le pizze e le cecine da sfornare per accontentare le richieste dei clienti di passaggio.
«La domanda è diminuita e questo è innegabile – afferma Rosi Grella – la situazione è quella che è. In giro c’è sicuramente meno gente. Molti dei nostri clienti sono in smart working, le scuole superiori non sono più in presenza. Questa è la fotografia generale e purtroppo non possiamo cambiarla, ma chiudere anche noi non ci è sembrata la soluzione migliore». Da Nando quindi si resiste. Alla porta d’ingresso del locale è ben visibile il menù con elencate tutte le pizze e la tradizionale cecina, decretata la migliore di Pisa dai nostri lettori nei mesi scorsi, attraverso il concorso “Le Ceciniadi”, in collaborazione con Confcommercio, e quindi si prosegue anche se le difficoltà non mancano.
«Già a marzo siamo stati penalizzati dal primo lockdown – afferma Carmine Grella – e adesso di nuovo queste restrizioni, non certo inaspettate. Erano giorni che si andava in questa direzione, speriamo quindi di poterne uscire il prima possibile. Il commercio non può affrontare crisi come queste. Ogni attività ha dei costi fissi che devono essere onorati e se gli incassi vengono a mancare sono problemi grossi per tutti». Ieri mattina corso Italia si presentava vestito a festa. Le luci di Natale appese creavano un certa atmosfera. Molti pisani affollavano i negozi aperti per fare incetta di regali in occasione delle prossime festività. Ma domani sarà sicuramente un altro giorno. Un giorno duro, non solo per i tanti pisani costretti a casa dalle nuove restrizioni, ma anche per tante altre attività commerciali che dovranno restare inevitabilmente chiuse come dispone il nuovo Dpcm.
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