Sicurezza
«L’importo è arrivato ma non è la cifra che era prevista»
Decreto Ristori/1: Confesercenti si farà carico di chiarire il mancato stanziamento delle quote previste col passaggio alla zona arancione
Con i fatturati in picchiata anche per quelle attività che possono rimanere aperte dopo l’inserimento della Toscana nella zona arancione, la speranza di resistere è legata ai ristori promessi dal governo. Ristori però che solo per alcune limitate categorie sono previsti. Antonio Battistoni, titolare del bar La Torre di via Cammeo a Pisa, ha ricevuto ad inizio settimana il contributo direttamente dall’Agenzia delle Entrate. «Mi è arrivato il bonifico come annunciato dal governo e nei tempi previsti, ma l’importo non è quello previsto. Il contributo erogato per la mia categoria (sono un bar) è stato pari al 150% rispetto a quello che avevo già avuto in estate. Manca all’appello una quota ulteriore del 50%, visto che come zona arancione ci spetta il 200%. Dobbiamo capire se la differenza verrà versata in tempi rapidi, come auguriamo, o dovremo fare una ulteriore domanda».
Una questione comune a molte attività che hanno ricevuto il contributo nel periodo a cavallo del passaggio della nostra regione da una zona all’altra. «Della vicenda abbiamo già interessato il nostro ufficio legale nazionale – spiega il responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord, Simone Romoli – per capire come avverrà il legittimo conguaglio. Comprendiamo che i bonifici siano stati fatti prima del passaggio da una zona all’altra, per questo ci auguriamo che la parte mancante sia corrisposta appena certificato il cambiamento dello status». Battistoni poi lancia un appello al governo sulla questione del credito di imposta sugli affitti. «Sarebbe meglio che il 60% previsto per le attività andasse ai proprietari direttamente, in modo che a noi resterebbe da pagare solo il 40% dell’affitto e non il totale come prevede ora la normativa». Ancora nessuna notizia del contributo, invece, per due attività del centro storico pisano messe in ginocchio dalle ultime restrizioni. «Ormai ci resta solo la speranza – commenta amaramente Benedetta Ferrigno, titolare del Barrique di piazza delle Vettovaglie –. Ed anche per il contributo speriamo che arrivi nei prossimi giorni, magari già con la maggiorazione prevista per la zona arancione». C’è chi invece ha chiuso la propria attività in attesa di tempi migliori, sempre aspettando il contributo. «Non abbiamo ancora ricevuto il contributo che ci spetta, ma penso sia solo questione di giorni – spiega Gianfrancesco Cutelli, titolare della gelateria De’ Coltelli in lungarno Pacinotti –. Sono contributi fondamentali in questo periodo di crisi che sta investendo tutti i settori». Ma ci sono anche attività che questi soldi non li riceveranno perché per loro sono previsti solo nelle zone rosse. «Noi siamo un negozio di abbigliamento – dice Giacomo Bagnoli, titolare di Teatro Moda 427 a Marciana di Cascina – e non abbiamo restrizioni. Ma questo non vuol dire che lavoriamo. I nostri fatturati sono crollati e non rientriamo in alcuna forma di sostegno. Sarebbe giusto che i ristori fossero collegati al volume di affari, che per la nostra categoria sono paragonabili ad aziende chiuse». —
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