Attenzione
Silvano e Klodian, la coppia si è cementata grazie al Covid
Dopo aver sconfitto la cieca burocrazia albanese, i due convoleranno a nozze a Palazzo Gambacorti
/ pisa
Il Covid si è messo nel mezzo, unendoli però ancora di più. La burocrazia cieca e pregiudizi vari hanno fatto poi il resto, compreso un respingimento alla frontiera, ma grazie all’aiuto di tanti amiche ed amici che li hanno sostenuti il loro sogno si è potuto avverare. Un sogno d’amore che presto riceverà l’ufficialità. La data è stata decisa: sabato 14 novembre. La sala dei matrimoni di Palazzo Gambacorti, a Pisa, è stata prenotata. Alle ore 12 l’unione civile avrà luogo.
I promessi sposi sono Silvano Patacca, 66 anni, direttore artistico del teatro Verdi di Pisa, e il suo compagno albanese Klodian Gusmari, 40 anni, produttore televisivo. Una storia vera, la loro, nata lo scorso anno e cresciuta a distanza durante il primo lockdown di marzo, tra mille vicissitudini, e che per ironia della sorte si conclude adesso, con i fiori d’arancio, in mezzo ad una nuova emergenza sanitaria. Ma quando i sentimenti sono autentici, la voglia di stare insieme e costruire qualcosa di solido è forte, tutto il resto passa in secondo piano. E Silvano e Klodian lo stanno dimostrando, svelando ai tanti amici, tramite Facebook, il loro progetto, ovvero la volontà di costruirsi un futuro come coppia, nonostante i tanti problemi che hanno dovuto affrontare. Dalla burocrazia alla pandemia, fino ai pregiudizi vari, soprattutto in Albania, paese natale di Klodian, ancora molto lontano sotto il profilo dei diritti per le unioni tra persone dello stesso sesso. Poi, una vera e propria montagna fatta di carte, permessi e mail che ha allungato di nove mesi l’arrivo del promesso sposo in Italia, giunto a Pisa a settembre, dopo una trafila iniziata a gennaio 2020.
«Il Covid – racconta Silvano Patacca – ha sconvolto i nostri progetti originari, ma abbiamo tenuto duro. Facendoci coraggio reciprocamente abbiamo superato il lockdown, abbiamo passato questi mesi con l'aiuto delle videochiamate. Abbiamo festeggiato “insieme” il suo compleanno, la Pasqua cattolica e quella ortodossa, il mio compleanno e molte altre occasioni. Sempre in attesa che aprissero le frontiere e si potesse tornare a viaggiare. E quando, finalmente, anche la legge, grazie a moltissimi aiuti importanti, sembrava essersi finalmente accorta di noi, non era ancora finita. La burocrazia e l'ottusità del paese di Klodian si sono messe, ancora una volta, tra noi: voli cancellati, respingimenti alla frontiera. Ma poi una rete grande di amiche e di amici ci hanno sostenuto e aiutato e adesso possiamo sciogliere nelle lacrime di un abbraccio tutta la tensione accumulata che, però, ci ha resi ancora più forti e convinti dei nostri sentimenti».
Un sentimento vivo il loro, nato più di un anno fa in occasione di un viaggio che Silvano Patacca fece per motivi di lavoro in Albania. «Lì a Tirana – racconta il direttore artistico del teatro Verdi – conobbi Klodian, che lavorava come produttore televisivo per un’emittente albanese. La nostra storia cominciò proprio in Albania. Io tornai in occasione della passata Epifania, e lui sarebbe dovuto venire a trovarmi in Italia. Ma il Covid, purtroppo, ha sbaragliato tutte le nostre carte, ma non la voglia di stare insieme. Questo virus sicuramente ha cementato la nostra unione. E nonostante la lontananza dovuta all'emergenza sanitaria, ci siamo fatti compagnia ed aiutati nel momenti difficili».
Tra pochi giorni il grande passo. «Sicuramente non un colpo di testa, come qualcuno potrebbe pensare – afferma Patacca – ma una scelta meditata e voluta. Klodian da tempo voleva venire in Italia e respirare un'altra aria che nel suo Paese d'origine è negata. Ovvero vivere i suoi sentimenti alla luce del sole. Poi, qui da noi, in Italia, vive e lavora anche sua madre».
La coppia è felice, anche se Klodian dovrà trovarsi un nuovo lavoro ed entrambi sobbarcarsi presto un trasloco. «La mia casa – sorride Silvano Patacca – è troppo piccola per ospitare due persone. Ma va bene così».
Mentre i preparativi per la grande festa proseguono, anche se il Covid limita un po’. «In Comune saremo in quattordici – conclude Silvano Patacca –. Ci saranno una delle mie sorelle, mio fratello e uno dei miei tanti nipoti. Un’altra nipote, Ilaria, sarà la mia testimone. Valeria Della Mea lo sarà di Klodian, mentre ci unirà civilmente Marilù Chiofalo, che ringrazio fin da ora per l'aiuto e il sostegno fornitoci». —
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