Il Tirreno

Pisa

l’iniziativa 

Aperte le adesioni alla Coop, ne arrivano 20 in due giorni

Valentina Landucci

A Ripafratta la neonata Cooperativa di Comunità ha subito trovato il sostegno dei cittadini, ma la strada da fare è ancora lunga

2 MINUTI DI LETTURA





san giuliano

Una comunità è, in fondo, un po’ come un tessuto. Può consumarsi, talvolta lacerarsi. Lentamente o in modo brusco. Si spezzano legami, si perdono tradizioni e identità, si svuotano gli spazi. Ma per fortuna non sono poche le comunità che possono contare su “provetti tessitori”, gente che si rimbocca le maniche per riannodare i fili spezzati e aumentare la superficie del tessuto-paese. Uomini e donne “contagiosi” che nel lavoro di tessitura della comunità riescono a coinvolgere, o almeno ci provano, quante più persone possibili.

Ecco, i tessitori di Ripafratta sono gli uomini e le donne della Cooperativa di Comunità nata poche settimane fa. Un piccolo gruppo di persone che prende le mosse dall’esperienza di impegno (e successo) dell’associazione “Salviamo la Rocca”, un bene di valore storico e culturale tornato di proprietà pubblica anche grazie a loro. Un piccolo gruppo dai grandi obiettivi, primo tra tutti la riapertura della bottega del paese, uno dei “fili spezzati”. E che al paese tutto ora si rivolge chiedendo a cittadini e cittadini di aderire alla Cooperativa per “far crescere la tela”.

In due giorni venti adesioni. Un numero record e la campagna non si ferma. Tra gli aderenti ci sono anche cinque persone che si sono rese disponibili a fare un prestito alla cooperativa. «Un prestito infruttifero – spiega il presidente della Coop Francesco Noferi – per andare a sostenere le varie attività». Per aderire alla Cooperativa i passi da fare sono semplici (e ben spiegati sul sito web della Coop di Comunità): preso visione dello statuto è sufficiente compilare (e inviare o consegnare di persona) un modulo in cui indicare anche la quota con la quale si vuole entrare a far parte della Coop come soci.

Come detto il primo obbiettivo, ma non l’unico, è riaprire la storica bottega del paese, a due passi dalla chiesa. Il negozio di generi alimentari e per la casa ha chiuso pochi mesi fa dopo quasi un secolo e mezzo di storia. Per chi deve comprare anche solo un pacco di sale perché in casa non ne ha più è diventato obbligatorio prendere la macchina e spostarsi nel paese vicino di Molina di Quosa o ancora più in là se si vuole un supermercato.

Un bell’impiccio specie per le persone anziane - che a Ripafratta non sono poche - ancora di più nel bel mezzo di una pandemia mondiale che richiede a tutti massima attenzione al rischio contagi e impone tutta una serie di divieti sugli spostamenti sul territorio e fuori comune. Di questo sono ben consapevoli i rappresentanti della cooperativa di comunità che ce la stanno mettendo davvero tutta per riaprire in tempi rapidi il negozio combattendo anche con la non poca burocrazia in materia. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini