La manifestazione
«La luce e la forza dell’intelligenza»
Anche il collega Fabrizio Franceschini tra le persone che hanno reso omaggio alla camera ardente di Santagata
PISA
Un saluto e un omaggio discreto che da un lato ha rispettato il volere dei familiari di evitare assembramenti e di rispettare le prescrizioni anti-Covid. E dall’altro è stata l’occasione per dare un intimo saluto alla persona straordinaria che per tutti coloro che l’hanno conosciuto è stato il professor Marco Santagata, scomparso all’età di 73 anni, dopo una lunga malattia, aggravata dall’aver contratto il Covid-19.
Amici, colleghi, allievi e familiari sfilano davanti alla bara del grande insegnante e critico letterario, accanto al labaro dell’Università di Pisa. La camera ardente, aperta per poche ore nella stanze mortuarie della Pubblica Assistenza, consente alla città di dare l’ultimo saluto a Santagata e stringersi al dolore dei figli.
«Che tu possa essere sempre con noi con la luce e la forza della tua intelligenza», sono le parole lasciate sul libro dei ricordi dal professor Fabrizio Franceschini, docente di Linguistica dell’Università di Pisa che insieme a Santagata ha condiviso studi su Dante Alighieri e sugli intrecci del Sommo Poeta con Pisa. «Sento ancora l’eco delle risate, grazie alla tua ironia», è invece il ricordo di un amico di tante passeggiate in via San Martino.
Inevitabile scorrere le pagine dei ricordi che uniscono i suoi meriti professionali. Santagata era il più grande esperto di Petrarca e di Dante al mondo, ma grande era anche la sua capacità di analizzare la città dove era arrivato da allievo della Scuola Normale per poi restarvi negli anni.
Fin dall’apertura della camera ardente hanno reso omaggio alla salma docenti dell’Università di Pisa e rappresentanti del mondo accademico, gli ex sindaci di Pisa Paolo Fontanelli e Marco Filippeschi, l’assessore comunale con le deleghe all’innovazione dell’apparato produttivo e dei servizi e alle politiche integrate con le università e istituti di ricerca e agenzie per l’innovazione Paolo Pesciatini.
Insieme al mondo universitario ci sono molti amici e vicini di casa, legati al professore anche da ricordi di quotidianità e affetto.
Le restrizioni legate al coronavirus non hanno consentito di organizzare cerimonie e pubbliche commemorazioni anche con l’Università, che sono state rinviate ai prossimi mesi, aspettando che il Covid abbia allentato la sua morsa. Nel pomeriggio di ieri il feretro è partito per Zocca, comune della provincia di Modena dove si svolgerà il funerale e che è la città natale di Santagata, condivisa con Vasco Rossi che lo ha ricordato con grande affetto. Tutto si è svolto secondo le volontà dello scrittore, vincitore del Premio Campiello nel 2003 con “Il maestro dei santi pallidi” e del Premio Stresa con “L'amore in sé”. «Questo avrebbe voluto nostro padre – dicono i due figli, circondati dall’abbraccio e dai pensieri di tante persone –. Ringraziamo chi ci è stato vicino in questi giorni, a cominciare dal rettore dell’Università di Pisa e a chi era legato per vari motivi a nostro padre».
Poche parole sulla malattia del padre con la consapevolezza di chi sa che le condizioni di salute del professore dall’estate si erano aggravate e il coronavirus è arrivato quando ormai la malattia era arrivata alle fasi finali. —
sabrina chiellini
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