Il Tirreno

Pisa

Posti letto Covid nelle terapie intensive dell’edificio 30

p.b.
Posti letto Covid nelle terapie intensive dell’edificio 30

Il direttore generale Briani annuncia anche la progressiva riduzione delle attività chirurgiche ordinarie per lasciare risorse alle rianimazioni  

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Arriva alle 14,15 la risposta al dottor Paolo Malacarne da parte del direttore generale dell’Aoup Silvia Briani. Il tema è quello della carenza di posti letto in terapia intensiva denunciata dal medico su Facebook di primo mattino.

La manager di Cisanello annuncia a partire da oggi la progressiva riduzione delle attività chirurgiche e in parallelo la disponibilità dei posti letto per le intensive riservati ai pazienti Covid nell’Edificio 30 che già ospita l’unità operativa di anestesia e rianimazione.

Nel pomeriggio (18,08) l’Azienda ospedaliera comunica la creazione di «altri dieci posti letto in area medica, sotto la responsabilità dello staff sanitario della struttura di Medicina interna 1 diretta dal professore Stefano Taddei. Sono stati aperti oggi pomeriggio (ieri, ndr) all’Edificio 30 C (secondo piano) di Cisanello per essere a disposizione degli eventuali ricoveri Covid che dovessero arrivare nella notte al pronto soccorso. Ad essi se ne potranno aggiungere domani altri 14, ove fosse necessario».

Il direttore Briani sottolinea di «attuare in questo modo il piano di progressiva espansione dei posti letto Covid anche nelle degenze specialistiche dell’Edificio 30».

Tra Cisanello e Santa Chiara sono 182 le persone ricoverate, tra ordinarie e in rianimazione. Sono 130 i ricoverati passati dal pronto soccorso.

Finora le attività chirurgiche avevano avuto una flessione del 20 per cento. Ma l’evoluzione della pandemia ha imposto all’Azienda ospedaliera di passare alla fase 2 del piano di contrasto al coronavirus.

«La politica del doppio binario non è più sostenibile – spiega Briani –. Con i 22 posti di terapia intensiva al San Santa Chiara avevamo sviluppato un programma che ci permetteva di portare avanti le attività ordinarie. Il quadro purtroppo è cambiato. C’è la necessità di ridurre gli interventi per trovare posti ai pazienti Covid ordinari e soprattutto in terapia intensiva». L’Edificio 30 da oggi inizierà a ricevere i pazienti colpiti dal virus che versano in gravi condizioni. Nell’edificio 13 si proseguirà con la ventilazione non invasiva.

«La rapida diffusione del contagio ha infatti determinato la saturazione degli spazi disponibili nel Covid Hospital del Santa Chiara e, a Cisanello, della Bolla Covid, dell'Edificio 13 e degli altri reparti di area medica riconvertiti in degenze Covid nelle scorse settimane – si legge in una nota Aoup –. Un piano articolato che ha permesso finora di mantenere in piedi due regimi e quindi di portare avanti, oltre ai percorsi dell’emergenza-urgenza e dell’oncologia, anche l’80% dell'attività chirurgica di elezione, oltre a riservare una quota elevata di posti letto di area medica a servizio del pronto soccorso».

Allo stato attuale però - visti i crescenti numeri della pandemia - si pone la necessità di rendere disponibili anche le postazioni di terapia intensiva dell'Edificio 30 di Cisanello, «il che comporterà una inevitabile ulteriore riduzione dell’attività chirurgica programmata, che verrà definita in accordo con la Regione e le altre componenti aziendali».

Il direttore Briani conclude il suo videomessaggio « ringraziando tutto il personale per la disponibilità, lo sforzo, il sacrificio e la dedizione dimostrati e, con essi, tutti gli altri operatori dei reparti Covid attivati finora per fronteggiare questa seconda ondata della pandemia». —

p.b.

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