Il dolore
Pisa, lo scrittore Santagata in coma irreversibile
Il noto docente universitario e critico letterario è stato anche colpito dal Covid
PISA. Il professor Marco Santagata, uno dei massimi dantisti italiani, oltre che docente universitario, scrittore e critico letterario di fama nazionale, da venerdì notte è in coma irreversibile in un letto dell’unità operativa di Medicina IV all’ospedale di Cisanello.
Ricoverato il 25 ottobre, le condizioni del professore si sono aggravate nella tarda serata di venerdì fino ad arrivare a uno stato di non ritorno.
È vivo, ma i medici hanno già informato ai familiari che non ci sono speranze per un recupero.
Una situazione che, dopo voci non verificate diffuse nel pomeriggio sul web che lo davano per deceduto, ha spinto uno dei figli, Andrea, a chiarire su Facebook: «A nome di tutta la mia famiglia, vi ringraziamo per i tantissimi messaggi di stima e di affetto che stiamo ricevendo. Marco Santagata versa purtroppo attualmente in gravi e irreversibili condizioni presso l’ospedale di Pisa. Ancora grazie per la vostra vicinanza».
Nato a Zocca (Modena) 73 anni fa, il professor Santagata è legato a Pisa per aver studiato e ricoperto la cattedra di Letteratura Italiana. E anche per una passione politica a sinistra che è nel dna dei rapporti tra città e intellettuali.
Da tempo non stava bene. Patologie collezionate nel tempo e arrivate ad aggravare un fisico in cui il Covid ha trovato una breccia in cui infilarsi con i suoi effetti letali.
È stato curato nel reparto convertito in Covid diretto dal dottor Marco Taddei. Un quadro clinico serio nel quale ha fatto irruzione il coronavirus e l’aggravamento è stato repentino fino a un coma dichiarato irreversibile. Andrea Santagata, uno dei quattro figli, manager del gruppo editoriale Mondadori, segue da Milano quello che sta accadendo a Cisanello. Lo tengono informati i familiari.
«Sono in zona rossa a Milano – spiega al Tirreno –. Purtroppo le condizioni di papà sono quelle di una situazione irreversibile. I medici ci hanno spiegato che può andare avanti per ore o per giorni. Siamo pronti, anche se di fronte a un evento del genere non si è mai preparati. Non vedo papà da diverse settimane anche per le ristrettezze Covid. Scenderò quando sarà il momento». Quando il professore è entrato a Cisanello era già positivo. È stato messo nel reparto di Medicina attrezzato per i pazienti colpiti dal coronavirus dove dovevano seguire anche le patologie serie di cui soffriva da tempo. La presenza del virus ha reso tutto più complicato. Fino al coma.
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