Attenzione
«Non più un corpo ma un servizio per la vigilanza»
Controlli ed educazione ambientale tra le competenze del personale nella riforma in discussione in questi giorni
vecchiano
Non uno smantellamento ma una riorganizzazione. Non un depotenziamento ma una trasformazione di un “corpo” in un “servizio” il cui personale sarà chiamato, come tutto l’ente Parco, a funzionare meglio. E quindi anche a rafforzare, nello svolgimento delle proprie funzioni, la vigilanza nell’area protetta di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.
Ecco cosa accadrà ai guadiaparco la cui riforma da parte dell’ente regionale è al centro, da giorni, di un dibattito che coinvolge sindacati e sindaci dei territori in area protetta. «Negli ultimi tempi abbiamo messo in campo molti progetti e lavori: dalle nuove piantumazioni per rinforzare le pinete colpite dal Matsoccoccus ai lavori per il restauro della Villa del Gombo, dalla discussione sul piano integrato al masterplan internazionale per San Rossore, dai progetti per la rinascita del lago di Massaciuccoli all'innovativa app MayDayEarth. Solo per citarne alcuni – spiega il presidente Giovanni Maffei Cardellini – il prossimo passaggio è la riorganizzazione dell'ente per renderlo più funzionale e al servizio del cittadino». La proposta, elaborata dal direttore Riccardo Gaddi dopo mesi di attenta analisi della situazione, comparazione con altri parchi italiani ed esteri e studio dell'argomento, è in discussione al consiglio direttivo del Parco. «L'obiettivo – illustra Gaddi – è aumentare, a risorse necessariamente invariate, l'efficienza e l’efficacia dell'ente, ovvero non solo fare le cose bene ma fare anche le cose giuste. Un'organizzazione flessibile che garantisca risposte in tempi brevi e certi alle esigenze dei cittadini, siano visitatori che vogliono prenotare una visita guidata o utenti che devono fare richieste, avere informazioni, suggerimenti o svolgere una pratica. La nuova organizzazione prevederà modalità di lavoro integrate e partecipate, aumentando la sinergia tra i servizi, con la possibilità di creare gruppi di lavoro temporanei su specifici progetti e portali di accesso per l’utenza, eliminando così tutte le procedure ridondanti e mantenendo sempre come centrale il servizio da rendere alla comunità».
«In questo disegno strategico i guardiaparco giocano un ruolo fondamentale – continua il presidente «- sono i primi a interagire con le persone che vivono il Parco, sono il nostro biglietto da visita. La proposta prevede una loro maggiore integrazione nelle attività dell'ente, anche valorizzandone le capacità relazionali e di educazione del cittadino all'ambiente: l'informazione genera prevenzione, insegnando a tutti a vivere la natura si diffonde il rispetto dell'ambiente». In quest'ottica la proposta che riguarda la vigilanza è di trasformare il “corpo”, che attualmente opera in maniera indipendente dalle indicazioni del direttore, in “servizio”, mantenendo ferma la competenza del comandante in materia di addestramento e impiego tecnico operativo: mantenendo le stesse funzioni e retribuzioni, i guardiaparco saranno maggiormente coinvolti nelle strategie direttive, conformemente alla necessità di integrazione funzionale e sinergica delle strutture dell’ente. «La vigilanza rimane e sarà ulteriormente rafforzata da questa modifica. Una volontà già dimostrata recentemente con l'arrivo di 10 guardie ambientali volontarie scelte tramite bando e formate dai guardiaparco – conclude Gaddi –. Se poi vogliamo fare un paragone, in Italia su 152 parchi regionali solo un altro oltre al nostro ha un “corpo di vigilanza” invece di un “servizio di vigilanza”; si tratta del Parco regionale dei Nebrodi in Sicilia, tra l'altro molto diverso come caratteristiche». — V.L.
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