Arrivano solleciti di pagamento per degli avvisi mai inviati
Un intreccio di bollettini vecchi e nuovi, da liquidare o già saldati. Segnalati aumenti tra la cartella 2019 e quella riferita al 2020
pisa
Solleciti di pagamento per avvisi mai inviati e richieste di saldare a chi ha già versato la propria quota. È un intreccio di bollettini, vecchi e nuovi, da pagare o già versati, quello che in questi giorni intasa le cassette postali di migliaia di contribuenti. Non solo richieste di pagamenti per il 2020, ma anche solleciti riferiti al tributo dello scorso anno, nella maggior parte già versati o mai ricevuti.
«Il Consorzio si è “compiaciuto” di richiedere un doppio contributo – accusa Marrica Giobbi, ex consigliere comunale di Vicopisano –: il ruolo ordinario del 2019 è pervenuto con scadenza di pagamento in unica soluzione entro il 13 marzo, in pieno lockdown (con possibilità di pagare la prima rata entro il 16 marzo e il saldo entro il 30 aprile). Adesso siamo tenuti ad onorare il secondo salasso, quello relativo al 2020. Tra la richiesta 2019 e quella 2020, nel mio caso, il contributo è aumentato di 7 euro: la spiegazione è stata che il contributo sale (tutti gli anni) o scende (mai) in base alle spese iscritte in bilancio». «Ho sempre pagato puntualmente – testimonia un'altra contribuente – ma lo scorso anno non ho ricevuto alcun bollettino. Adesso mi viene chiesto di saldare la quota riferita al 2019 in quanto avrei rifiutato di pagare». “La invitiamo a provvedere entro il 14 novembre al pagamento al fine di regolare la sua posizione debitoria”, recita l'avviso. Lo stesso tenore di quello ricevuto da un altro utente che, ricevute alla mano, si è recato negli uffici per dimostrare di aver versato entro i termini il pagamento richiesto. Un tentativo andato a vuoto vista la recente chiusura degli uffici al pubblico per prevenire eventuali contagi da Covid-19. Fallimentare anche il tentativo di affidarsi al servizio “Il Consorzio ti richiama” con il quale l'ente ha rafforzato le comunicazioni telefoniche con l'utenza. «Dopo innumerevoli attese ho rinunciato – conclude il contribuente –. Ho inviato una pec con dati e prove del pagamento nella speranza che basti a dimostrare che ho già saldato quanto il Consorzio adesso mi chiede per la seconda volta». —
d.r.
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