Il Tirreno

Pisa

l’inaugurazione 

Stop al degrado per dare valore alla memoria

sara venchiarutti

Finalmente restaurati i dipinti della cappella ai Caduti nel cimitero  della Prepositura di Calci che rendono omaggio ai calcesani morti in guerra

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calci

La memoria non è fatta solo di racconti o parole. Ci sono anche i luoghi. E «lasciare un luogo della memoria in uno stato di trascuratezza stride con l’importanza del passato», ha sottolineato il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti. Ecco perché per l’intera comunità calcesana è motivo di orgoglio il recupero dei dipinti murari che dagli anni Venti del Novecento affrescano la cappella ai Caduti nel cimitero della Prepositura di Calci. Scene di battaglie e di rinascita, dipinte per celebrare i soldati calcesani caduti durante la Prima Guerra Mondiale, tornano così alla loro bellezza originaria grazie al restauro della cappella, iniziato lo scorso giugno e conclusosi a ottobre.

Ieri mattina, in occasione della Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, il taglio del nastro, in forma privata a causa delle più recenti restrizioni anti-Covid, a cui hanno partecipato anche l’assessore alla cultura Anna Lupetti, don Antonio Cecconi, il presidente provinciale Anpi Bruno Possenti e consiglieri comunali di maggioranza e minoranza. «Abbiamo comunque voluto condividere l’evento realizzando una diretta Facebook sul sito del Comune», afferma il sindaco Ghimenti durante una videoconferenza nella sala consiliare.

«La tutela della memoria è alla base del nostro mandato. Già negli anni scorsi siamo intervenuti sul tetto della cappella per risolvere il problema delle infiltrazioni». Proprio l’acqua, insieme all’umidità, ha rappresentato «il massimo agente di degrado prima della sistemazione del tetto», spiega la restauratrice Anna Salvadorini, che insieme alla collega Carolina Cannizzaro ha fronteggiato intonaci erosi, fratture e infine il degrado causato da volatili e insetti. Uno stato di conservazione critico testimoniato dal 1944, anno in cui risale la prima (inascoltata) richiesta di intervento. «Il restauro è iniziato con iniezioni sia in profondità sia più in superficie per la conservazione della pellicola pittorica. Abbiamo eliminato le stuccature in gesso, poco adatte, per poi arrivare alla spolveratura dei dipinti e al reintegro pittorico. A conclusione la campagna diagnostica con strumenti messi a disposizione del Laboratorio Museia per monitorare l’umidità e altri fattori fondamentali per la conservazione».

Un luogo di preghiera dove ricordare i 122 caduti del paese: questa era la volontà del parroco di allora, che già nel 1918 aveva in mente di costruire la cappellina, inaugurata soltanto nel 1923, proprio il 4 novembre. Qui dovevano trovare riposo le salme dei soldati calcesani rientrate negli anni, accolte da una cerimonia pubblica secondo la volontà del Comune. «Questi dipinti aiutano a capire il sentimento popolare locale», spiega la professoressa Antonella Gioli, docente dell’Ateneo pisano e responsabile del Laboratorio Museia, che ricorda come la collaborazione per studiare la Grande Guerra a Calci risalga al 2015: «Il restauro è il punto di arrivo di un percorso che continuerà con la catalogazione e la digitalizzazione dei documenti del Comune di Calci, che saranno inseriti nel sito del ministero dei beni culturali sulla documentazione della grande guerra in tutta Italia». Il progetto, oltre al MiBact, è stato cofinanziato dal Comune di Calci e da Museia Laboratorio. —





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