Sicurezza
«L’incidente? Non sappiamo nulla Stavano venendo a casa nostra»
I genitori di Emanuel D’Onghia non sanno spiegarsi quanto accaduto «Un video di una telecamera? Non ci hanno ancora detto niente»
la ricostruzione
Quando Emanuel ha perso il controllo del motorino, forse impattando contro il cordolo della pista ciclabile davanti all’ingresso della questura di viale Boccaccio, lui e la fidanzata Claudia Ferrannini, 28 anni, stavano tornando a casa. Erano le 21.45 di domenica scorsa e dopo aver trascorso la serata insieme lei si sarebbe fermata a dormire a casa dei genitori di lui, in Borgo di Magrignano, per poi prendere il treno per Pisa l’indomani e rientrare al lavoro nello studio associato di architetti dove recentemente aveva trovato impiego. «Lei si fermava spesso da noi – racconta la madre di Emanuel, Barbara D’Onghia – e insieme erano veramente bellissimi. Quest’estate, quando mio figlio è andato a lavorare per qualche mese come barman a Formentera, lei l’ha raggiunto durante le ferie».
Progettavano un futuro in Spagna, anche perché Claudia era stato per un anno e mezzo a lavorare come architetta in Costa Rica e lo spagnolo lo conosceva benissimo. Emanuel, che ormai stava diventando esperto anche della lingua iberica, parla alla perfezione oltre all’italiano anche l’inglese e il tedesco, frutto delle sue esperienze professionali e di altissimo livello maturate in giro per il mondo. Un ragazzo che ha sempre avuto voglia di lavorare e viaggiare e che per questo non si è mai fermato un attimo. «L’incidente? Non abbiamo idea di come sia accaduto – conclude la mamma – e se c’è un video di una telecamera (quella della questura ndr) noi comunque non lo sappiamo perché nessuno ci ha detto niente». —
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