Gioco
Dalla scuola al lavoro l’orientamento inizia dalle medie
PISA
Dopo la rivista Exl che nasce dal voler fare sistema nel mondo della ricerca, l’Unione Industriale Pisana manda in rotativa una brochure che incrocia e fa sistema nel mondo dell’orientamento post scuola media. La brochure si intitola “Scuola, futuro, lavoro. Ora”. «Ci sono ancora troppe poche allieve e studentesse negli istituti tecnici e professionali. In realtà, dati alla mano, ci sono esempi di imprese al femminile che conoscono sviluppi più marcati rispetto a quelle al maschile. Non esiste una formazione ed un’istruzione cosiddetta al femminile, esistono solo talento, impegno, volontà e formazione», dice Patrizia Alma Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana, che aggiunge: «La brochure si rivolge agli studenti, ma anche alle loro famiglie. Queste devono sapere che gli istituti professionali hanno un doppio binario: gli studenti possono scegliere subito il mondo del lavoro, ma anche continuare la propria istruzione proseguendo gli studi all’università. Leggere i dati occupazionali sul nostro territorio fa sì che la scelta della scuola superiore sia più consapevole e centrata».
L’altro attore fondamentale della redazione della brochure è la Camera di Commercio. Patrizia Costia dice: «Tutti gli enti sono coinvolti nell’orientamento. Sicuramente il periodo ci impone di adeguare la situazione, ci fa capire che ci sono fabbisogni nuovi da parte delle imprese». Maria Missaggia dell’Ipsia di Pontedera aggiunge: «Il compito della scuola professionale e tecnica è sancito negli statuti e sono scuole che devono adeguare la formazione in base alle esigenze produttive del territorio. Queste scuole devono essere duttili. Le famiglie stesse lo chiedono. Sono queste direttrici importanti, ma rimangono solo dichiarazioni di principio se altre istituzioni non ci aiutano e l’Uip è stata particolarmente determinata e determinante». La dirigente dell’Itcg Niccolini di Volterra, Ester Balducci, aggiunge: «L’azienda Leonardo l’anno scorso aveva bisogno di 100 tecnici e noi non avevamo così tanti numeri di studenti da fornire. Ciò testimonia la forte domanda di professionalità tecnica di cui c’è bisogno». —
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