Il Tirreno

Pisa

inchiesta con altri 5 imputati 

Corruzione e peculato, chiesto il processo per il giudice Bufo

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La Procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per Roberto Bufo, (nella foto, ndr) il giudice del tribunale di Pisa, arrestato e poi scarcerato nel 2018 nell'ambito dell'inchiesta su presunte aste pilotate e corruzione.

Il sostituto procuratore del Tribunale di Genova Francesco Cardona Albini ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Roberto e Francesca Ferrandi, padre e figlia, commercialista lui, avvocato lei, per l’ex giudice di pace Oberto Cecchetti, per l’architetto Luca Paglianti e per Giovanni Avino, all’epoca dei fatti legale rappresentante dell'Istituto vendite giudiziarie di Pisa, oltre che per lo stesso Ivg.

Le accuse della Procura, a vario titolo, sono corruzione in atti giudiziari, turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico. Secondo gli investigatori Bufo avrebbe conferito alla figlia di Ferrandi, delegato alle vendite giudiziarie, diversi incarichi di curatela delle eredità giacenti e di amministrazione di sostegno in modo da aggiudicarsi, tramite prestanome, immobili e terreni venduti all’asta a Massa. Il magistrato avrebbe favorito anche l'appropriazione di somme di denaro che dovevano essere restituite all'erario. In una circostanza il giudice avrebbe ottenuto anche una Mercedes Glk usata.

È l’inchiesta battezzata “Giustizia di Zorro” dallo spunto fornito nelle intercettazioni dal principale indagato. Un’indagine condotta dai carabinieri di Massa nella quale, stando all’accusa, a capo di un’associazione a delinquere formata da professionisti incensurati, c’era un magistrato impegnato su due fronti: a Massa pilotare le aste a suo vantaggio utilizzando dei prestanome e a Pisa lucrare sui beni ricavabili dalle eredità giacenti attraverso una curatrice figlia del commercialista attivo sulla piazza massese degli incanti immobiliari. Le accuse per cinque sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, turbativa d’asta, peculato e falso in atto pubblico. Si tratta, oltre a Bufo, di Roberto Ferrandi, 67 anni, di Carrara, commercialista dalla cui attività sospetta nelle aste è partita l’inchiesta; la figlia Francesca Ferrandi, 31 anni, avvocato con studio a Pisa; Oberto Cecchetti, 74 anni, romano, avvocato, ex giudice di pace e già vice presidente del Festival Pucciniano di Torre del Lago; Luca Paglianti, 55 anni, originario di Orciatico e residente a Marina di Pisa, architetto in Provincia. Deve rispondere di un episodio di corruzione in atti giudiziari Giovanni Avino, 37 anni, di Pisa, nel periodo in contestazione vice direttore dell’Ivg di San Giuliano Terme. —

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di Redazione Pisa