Il Tirreno

Pisa

La rivincita del bello Mascherine con intarsi contro il furto dei sorrisi

Valentina Landucci
La rivincita del bello Mascherine con intarsi contro il furto dei sorrisi

L’idea di realizzare piccole opere d’arte indossabili  è di Delio Gennai: «Un modo per affrontare la pandemia»

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Valentina Landucci / pisa

Siamo stati tutti rapinati. Della serenità, delle nostre abitudini e, quel che è più grave, del lavoro e della salute. Ma anche, forse più marginalmente ma inesorabilmente, del sorriso. Uno degli effetti della pandemia da Covid. Il virus ci ha “mutilato”, ha sconvolto le nostre vite e ci ha costretto a rinunciare al sorriso, non solo in senso fisico. Così abbiamo imparato a familiarizzare con la mascherina, siamo diventati esperti di tipologie e modelli, con buona pace dei produttori di rossetti di tutto il mondo.

Ma al bello, però, e per fortuna, non abbiamo rinunciato.

O perlomeno c’è chi prova a resistere declinando in positivo, con creatività ed arte, la perdita di una parte della nostra capacità espressiva, tanto affascinante quanto enigmatica come appunto possono essere i sorrisi.

A reinventarsi - e reinventarci - un volto ci ha pensato Delio Gennai, artista pisano, infaticabile scopritore e promotore del bello grazie allo studio d’arte che porta il suo nome in via San Bernardo, nel cuore del quartiere di San Martino a Pisa. Le sue mani creano non tanto mascherine, che ovviamente hanno bisogno di esser fatte in modo da proteggere dal virus contro il quale il mondo intero si sta battendo, quanto dei copri-mascherina in cartoncino e garza. Bianchi. Di quel bianco che caratterizza l’opera dell’artista pisano. E cariche di suggestioni legate anche alla storia della città della Torre.

«L’idea mi è venuta all’inizio del lockdown a marzo – spiega Gennai – quando sono andato al supermercato e mi è stata data una mascherina: un tessuto rettangolare, con due buchi per le orecchie ai lati. L’ho portata a casa, ho cominciato a osservarla e poi ho incominciato a ritagliarla». È così che è nata la prima mascherina d’autore che pur con finalità diverse dalla produzione artistica di Gennai è espressione piena della sua tecnica espressiva in ambito artistico, poiché dell’intarsio Gennai è un vero maestro. E all’intarsio pisano, geometrico o orientaleggiante, si ispira per realizzare queste piccole opere d’arte “indossabili”. Gennai ne è un fine conoscitore: le sue opere d’arte riproducono, filtrate dalla personale sensibilità dell’artista, gli intarsi dei monumenti della città. E con suo stesso stupore ha trasferito la passione e la creatività della sua arte su un oggetto che ha fatto irruzione nella nostra quotidianità.

I copri-mascherina, che pochi giorni fa sono stati protagonisti anche sui volti degli attori di uno spettacolo portato in scena al Teatro Nuovo, assomigliano a delicati ricami. «E forse non è un caso – racconta Gennai –. Da piccolo sono cresciuto in campagna e trascorrevo alcune giornate a casa di una ricamatrice che insegnava alle ragazze del paese la sua arte. Ne sono rimasto affascinato». Un ricordo che in qualche modo è riaffiorato in modi diversi e in più di una occasione nel percorso artistico di Gennai. Anche ora che “confeziona” originali e preziose copri-mascherine conservate in apposite scatole e teche come fossero gioielli.

«L’idea è piaciuta e ho avuto subito molta attenzione e richieste – racconta Gennai –. C’è chi mi ha accusato di volermi approfittare della situazione. Non è così. Per me è anche un modo per affrontare questa difficilissima situazione che stiamo tutti vivendo». E che il mondo dell’arte soffre, forse, anche più di altre realtà ora che dopo cinema e teatri chiudono i battenti anche i musei e le mostre. «Anche se vivere d’arte – come racconta Gennai – non è mai stato facile. Neppure prima del Covid». Eppure Gennai non ci ha rinunciato. E lo studio di via San Bernardo ne è prova concreta. —

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