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Peculato a Camp Darby, teste d’accusa in aula
pisa
È stato sentiti un teste dell’accusa, un sottufficiale del nucleo investigativo, nel processo contro tre carabinieri (uno in congedo e due ancora in servizio).
Il pm Giovanni Porpora ha ricostruito con la deposizione del teste di fronte al collegio del Tribunale (presidente Bufardeci, a latere Mirani e Messina) le contestazioni mosse ai tre imputati: il peculato per il colonnello Franco Rimicci, 58 anni, ex comandante del Setaf a Camp Darby (in congedo) e il brigadiere Mauro Sorrentino, 55 anni, in servizio a Livorno; il tenente colonnello Lucio Merlo, 57 anni, di Montebelluna, nel periodo dei fatti contestati comandante del Setaf nella base americana di Vicenza. A suo carico i reati di rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento e false informazioni al pubblico ministero. In sostanza, sapendo delle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, avrebbe informato gli indagati dell’inchiesta in corso. Nel corso degli accertamenti non c’è stato solo l’episodio dell’auto di servizio usata per passare un Capodanno a Viareggio.
Agli atti c’è anche il percorso, con relativo chilometraggio a spese del Setaf, di chi andava fuori regione per incontrare l’amante. Un pendolarismo extraconiugale con benzina e autostrada a carico dell’Arma. L’inchiesta risale al 2016. A far partire le indagini fu un esposto anonimo e dettagliato nei suoi bersagli, nel quale l’autore descriveva un quadro di consuetudini che andavano oltre il piccolo beneficio tollerabile. —
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