Sicurezza
I riders: il nostro è un servizio essenziale e da tutelare
PISA
«Basta allo sfruttamento regolarizzato». Anche a Pisa i riders non ci stanno ed incrociano le braccia. In contemporanea con le maggiori città italiane, gli addetti alle consegne a domicilio su due ruote si sono fermati. La protesta, la sera di venerdì in Piazza dei Miracoli, dopo il recente accordo firmato da Assodelivery, l’Associazione nazionale di categoria dell’industria del food delivery (come Deliveroo, Glovo e Just Eat) e dal solo sindacato Ugl, «che prevede - dicono sindacati confederali e Federconsumatori - l’abbassamento dello stipendio ed un peggioramento delle condizioni dei lavoratori». Sotto la Torre i ciclofattorini, una ventina tra Deliveroo e Glovo, si sono dati appuntamento con un passaparola. Per un’ora e mezzo hanno rifiutato le ordinazioni, con ritardi delle consegne o addirittura facendole eliminare dal sistema.
«Il nuovo contratto - raccontano - introduce una nuova modalità di assegnazione delle consegne con il sistema del free login: se prima c'era il sistema, già competitivo, della prenotazione delle ore di lavoro mediante statistiche, da lunedì 2 novembre ci si potrà sempre connettere all’applicazione ed iniziare a lavorare con un sovraccarico di riders rispetto agli ordini. Oltre a questo verrà introdotto un compenso minimo per “ora lavorata” (sui 10 euro l’ora), ma il tempo considerato sarà solo quello in cui si sta consegnando e non in cui si è a lavoro. Ad esempio, se sono online per un’ora, ma faccio una consegna da 15 minuti, guadagnerò 2,75 euro lordi».
L’ennesimo schiaffo per una categoria simbolo delle nuove generazioni e del lavoro precario, che torna proprio in questi giorni di restrizioni e chiusure, in prima linea. «Il nostro - spiegano - mai come ora è un servizio essenziale e come tale deve essere regolamentato e tutelato». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
