Il Tirreno

Pisa

Contro la crisi a passo di danza Venti scuole scendono in piazza

Roberta Galli/
Contro la crisi a passo di danza Venti scuole scendono in piazza

Manifestazione in nero per decine di ballerine in centro città per chiedere attenzione ma anche aiuti economici

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Roberta Galli/ pisa

Sono scesi in piazza con le scarpette allacciate al collo, indossando il tutù sopra le calze e i body rigorosamente neri. Grandi e piccoli, insegnanti ed allievi, tutti insieme «perché noi siamo essenziali». È andata in scena così, ieri in piazza Vittorio Emanuele, la protesta di venti scuole di danza di Pisa e provincia per dire no alla chiusura delle attività imposte dal Covid. Una protesta pacifica, ma decisa, a ritmo di musica, per ribadire la necessità di ricevere quanto prima aiuti concreti all’intero settore. Un momento di sensibilizzazione al quale hanno voluto dare il loro sostegno anche l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Pierpaolo Magnani, e Daniela Maccari, prima ballerina della compagnia di Lindsay Kemp. Per più di dieci minuti insegnanti ed allievi, con in mano cartelli con la scritta #salviamoladanza, hanno animano la piazza. Sul volto di tutti tanta tristezza per un provvedimento ritenuto ingiusto, ma anche tanta voglia di far sentire la propria voce, in un momento come questo molto delicato dove la mancanza di lavoro rischia di mettere in ginocchio un intero settore che nella provincia di Pisa conta 500 addetti su 1800 allievi.

«Le Scuole di danza di tutta Italia sono chiuse in seguito all’ultimo Dpcm – ha spiegato Ilaria Moretti, portavoce delle venti scuole pisane –. Ma nonostante gli sforzi fatti dallo scorso maggio fino ad oggi per riaprire le nostre sale ai nostri ragazzi e rialzare tutti insieme la testa, nonostante i debiti assunti da tutti noi per fronteggiare le enormi perdite di questi ultimi mesi, siamo stati i primi a dover chiudere sebbene nessun dato ufficiale abbia evidenziato concretamente contagi all’interno delle nostre strutture. Colpendo noi il governo colpisce centinaia di ragazzi e famiglie che frequentano le nostre scuole, che possono testimoniare la serietà dei protocolli seguiti in maniera quasi maniacale. Noi capiamo perfettamente l’emergenza sanitaria in corso, ma siamo qui anche per chiedere un sostegno nei mesi avvenire, perché il contraccolpo che ci sarà per le nostre strutture sarà enorme. Abbiamo affitti, abbiamo utenze, allievi che probabilmente non rientreranno. Chiediamo un contributo certo con un criterio ben preciso e non come è stato fatto fino adesso con sussidi e bonus dati a pioggia senza una distinzione per chi questo mestiere lo fa a scappa tempo e chi invece vive di danza». Preoccupazione per il futuro di queste realtà è stata espressa anche dall’assessore Magnani. «Sono qui in piazza – ha detto Magnani – per testimoniare la mia vicinanza alle scuole di danza come assessore, come cittadino e come ex danzatore. Purtroppo certe decisioni non sono in alcun modo influenzabili da noi amministrazioni locali, se fosse stato altrimenti avrei messo volentieri a disposizione i grandi spazi che il Comune ha per permettere di effettuare le attività con maggiore distanziamento». Al fianco delle scuole anche Daniela Maccari. «È vero che è un momento di difficile – ha spiegato – ma dobbiamo ricordarci che le scuole di danza esistono e tutto il settore ha bisogno di aiuti concreti, ora più che mai per continuare a sopravvivere». —

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