Sicurezza
Piano intercomunale, Pisa cerca il dialogo con la “nuova” Cascina
La giunta dice sì alla richiesta di posticipo per le osservazioni Il sindaco Conti: credo ci sia la possibilità di collaborare
PISA
Una sorta di mano tesa. È quella del Comune di Pisa alla nuova amministrazione cascinese del sindaco Michelangelo Betti. In ballo c’è il piano strutturale intercomunale Pisa-Cascina. In pratica, lo strumento urbanistico che disegna il futuro dei due territori in maniera integrata. Se Pisa non vede l’ora di completare l’iter arrivando all’approvazione definitiva del piano, a Cascina lo scenario è cambiato dopo il successo elettorale del centrosinistra che ha interrotto l’asse leghista con il capoluogo.
«Credo ci sia la possibilità di collaborare», dice il sindaco di Pisa, Michele Conti, che non vorrebbe correre il rischio di veder sfumare il lavoro di mesi. «Abbiamo entrambi piani obsoleti, ci mancano gli strumenti urbanistici ed edilizi per dare risposte a cittadini e professionisti, mentre le richieste e le sollecitazioni aumentano. Questo piano (che non prevede consumo di suolo, ma tanto verde e semmai interventi di rigenerazione urbana) è l’unico intercomunale con presenza di un capoluogo, un esempio di amministrazione pensata per il bene dei territorio, fuori da ogni ideologia», è il messaggio di Conti a Betti.
La mano tesa è, in sostanza, l’ok della giunta comunale a posticipare il termine delle osservazioni al piano (scaduto il 26 ottobre) fino al prossimo 10 dicembre. Finora Palazzo Gambacorti si era sempre opposto, a cominciare dall’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli, di fronte all’analoga richiesta delle opposizioni ed anche dell’Ordine degli Architetti. Allora cosa è cambiato? «Intanto - dice Dringoli - non si tratta di una proroga, ma di un posticipo come consente la legge regionale 65. Una proroga in base alle ragioni delle opposizioni non sarebbe mai potuto essere motivata con fondamento: si sono messe di traverso in modo pretestuoso sin dall’inizio. Prima del 26 però è stato lo stesso Comune di Cascina a presentare un’osservazione, aspetto dai noi interpretato come una volontà di approfondire per andare avanti insieme nel procedimento. Ci sono ora motivazioni politiche alla base del posticipo».
Dunque, «45 giorni in più per tutti per presentare nuove osservazioni», sottolinea l’ingegner Daisy Ricci, dirigente del settore Urbanistica del Comune. «Il tempo necessario per mettersi intorno ad un tavolo con Cascina e cercare una sinergia», aggiunge Conti. Ma se non si arrivasse ad un’intesa? Ogni Comune farebbe per contro proprio. E Pisa andrebbe avanti con gli atti già adottati. «Chi blocca rischia di creare problemi al proprio territorio - conclude Conti -. La scelta è politica e nel confronto ognuno potrà capire le valutazioni dell’altro». —
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