Gioco
«Ci togliete il lavoro ma tasse e affitti no Se ci fermiamo noi si ferma tutto»
In piazza sotto la Torre la rabbia e la paura di centinaia di imprenditori esasperati: «Non reggiamo a un secondo lockdown»
/pisa
«Vogliamo liquidità vera e non l’elemosina dei ristori e le tasse governative e locali devono essere tombate per tutto il 2020». Lo grida Federica Grassini numero uno di Confcommercio provincia di Pisa in una Piazza dei Miracoli molto vociante e in fibrillazione. «Ma la finiamo col bonus monopattino? Il Governo ci ha esaurito sin da marzo dicendo tutti i giorni che in autunno sarebbe stato peggio. E cosa ha fatto per le scuole, per gli ospedali e soprattutto per i trasporti? Ora però le tasse le vuole»: ha continuato Grassini reduce da un incontro col prefetto Giuseppe Castaldo. «Già lunedì verrà aperto un tavolo in prefettura con tutte le associazioni di categoria» conclude Grassini. Il sindaco Michele Conti aggiunge: «La gente è stanca, lo abbiamo toccato con mano stasera in piazza dove ho scelto di stare: fra la gente, come sempre. Intanto chiediamo ristori subito per le categorie in difficoltà, mentre tutti dobbiamo impegnarci per arrestare la diffusione del contagio ed il Comune ha lasciato il suolo pubblico ai commercianti cosa che gli ha consentito un po' di ripresa. Ma non prendiamoci in giro, il momento è difficile e siamo tutti chiamati a contrastare il virus». Antonio Mazzeo presidente del consiglio regionale ci ha messo la faccia in una piazza difficile. «Le istituzioni al di là di ogni colore politico e partitico devono essere dove la gente ha bisogno».
Luca Bruguier Pacini del bar bistrot Bazeel dice: «Vi assicuro che anche in questo periodo tutti i giorni ho 10-15 curriculum di ragazzi che cercano lavoro. Ma tra un po' non avremo più lavoro noi che abbiamo investito per la ripartenza». Cristiano Scarpellini della gelateria Toto aggiunge: «Il vero problema sono gli affitti dei fondi commerciali. Non ce la facciamo. Il problema poi penso non siano gli esercizi commerciali ma come sono stati organizzati ad esempio i trasporti. Ormai siamo in semi lockdown ma i contagi continuano a salire. So solo che il morale è a terra. Non so come potremmo cavarcela: zero lavoro e morale a terra». Leonardo Sbrana è un agente immobiliare e sbotta: «In sei mesi il Governo ha parlato solo di monopattini e banchi con le rotelle. Non hanno pensato a scaglionare gli ingressi a scuola o ai trasporti. Che si diano soldi ai comuni per il noleggio di bus». Al prefetto, Confcommercio ha presentato un documento che dà i numeri della tragicità economica del momento. Nel report si legge: «... in caso di un secondo lockdown, da marzo di quest'anno al 31 dicembre, si prevede la chiusura definitiva di oltre 8 mila aziende pisane del commercio, turismo e servizi, praticamente 27 attività al giorno che chiuderanno definitivamente la saracinesca. «Uno scenario apocalittico, che ci ha portato a manifestare sotto la Torre, il massimo simbolo di Pisa, nella speranza che chi ci governa si ravveda e ci permetta di continuare a lavorare a dare lavoro, nel rispetto assoluto dei protocolli di sicurezza. Il 72% delle imprese non reggerebbe un nuovo lockdown, che comporterebbe ricadute irreversibili specialmente per il turismo e la ristorazione. Anche dal punto di vista dei ricavi, la ripresa rischia di essere messa in discussione dalle mosse delle prossime settimane. La risalita della curva dei ricavi non sarà sufficiente a recuperare il terreno perduto e nel 2020 in Toscana andranno in fumo 12 miliardi di euro (-13,8% sul 2019, peggio della media nazionale), anche a causa del contributo negativo del turismo, che ha fatto segnare un tonfo su base tendenziale (-59% arrivi, -61% presenze)». Federico Pieragnoli di Confcommercio conclude dicendo: «Non è stato facile fare questa manifestazione. Ma è stato doveroso. Non siamo solo commercianti siamo veri datori di lavoro. Ci fermiamo noi, si ferma tutto». —
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