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Vietato il caffè al circolino E il Comune si appella a Giani

Vietato il caffè al circolino E il Comune si appella a Giani

Sono le attività chiuse da decreto e lo stop vale anche per i bar al loro interno Ma per molte non lavorare significa rischiare il vero e proprio fallimento

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Un “effetto collaterale” di cui ci si è accorti solo in un secondo momento e che rischia di mettere in seria difficoltà, per non dire di cancellare, piccole e grandi realtà nell’ambito dell’associazionismo culturale e aggregativo, quali i circoli ricreativi del territorio. Anche quelli sono “vittima” del decreto del presidente del consiglio dei ministri che pochi giorni fa ha disposto la riduzione degli orari di apertura per tutta una serie di pubblici esercizi, a partire da bar e ristoranti, e la chiusura di numerose altre attività in ambito sportivo e culturale. Tra queste i circoli ricreativi, i centri culturali e sociali, come appunto i circoli Arci. Ai quali non solo è imposta la sospensione delle iniziative ma anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande verso i soci. Insomma i bar dei circolini dove spesso ci si ferma anche per un pasto veloce, non possono stare aperti. A differenza di bar e ristoranti che, per quanto con orari limitati, almeno fino alle 18 possono lavorare così come previsto dal decreto in vigore fino al 24 novembre.

Una disposizione sulla quale sono intervenuti in queste ore il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio e la vicesindaco Lucia Scatena che hanno deciso di sottoporre la questione all’attenzione del presidente della Regione, Eugenio Giani, perché in qualche modo si faccia interprete delle richieste di queste attività con il governo centrale. Pena la sopravvivenza economica degli stessi circoli.

«La notizia ci lascia perplessi e ci preoccupa, soprattutto perché i circoli sono spesso baluardi di socialità, luoghi di incontro in cui le persone che vivono nella solitudine possono trovare conforto, una mano che è sempre tesa verso l’aiuto reciproco e l’ascolto dei problemi – scrivono Di Maio e Scatena a Giani –. Siamo perfettamente consapevoli dell’emergenza sanitaria in corso, indubbiamente complessa e senza precedenti nel nostro Paese, ma sappiamo che per molti centri e frazioni i circoli rappresentano l’unico luogo che offre servizi alla comunità. Resta inteso che le attività debbano rimanere sospese nel rispetto del Dpcm, il senso della mia proposta è evitare che debbano chiudere completamente: anche se per un semplice caffè, è importante che i circoli restino aperti per contribuire a ridurre (almeno) il distanziamento sociale tra le persone».

Sindaco e vicesindaco chiedono dunque a Giani «di diventare interlocutore diretto con il governo per prevedere per i circoli le stesse condizioni di apertura dei bar, già interessati dall’ultimo decreto del governo in materia di ristori e aiuti, e includerli fra le attività bisognose di sostegno». —

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