Gioco
Vicine al tracollo le attività dei parcheggi dell’aeroporto
pisa
I cieli pisani si svuotano e trascinano con sé gran parte delle attività che gravitano attorno all’aeroporto Galilei. A finire schiacciato da una crisi senza precedenti c’è anche il servizio di parcheggio gestito dalla società pisana Travel Park Service srl, a 500 metri dall’aeroporto: uno spazio custodito e videosorvegliato 24 ore su 24, dove turisti e pendolari possono lasciare le proprie vetture in base alle esigenze di viaggio e usufruire del servizio navetta. Ora però le automobili in arrivo al giorno sono pochissime, a volte nessuna, e la perdita economica tocca la quota dell’80%. «Dal 2014 fino ad oggi abbiamo aumentato il personale fisso da 4 dipendenti a 12. La nostra è una ditta che andava bene», racconta Manuela Chericoni, proprietaria assieme ad altri due soci della Travel Park Service in franchising col marchio ParkinGo. «Ora sono arrivata al punto che userò quel poco che mi è rimasto per pagare il prossimo mese gli stipendi ai miei dipendenti, una vera e propria famiglia. Poi però non mi rimarrà più una lira, nemmeno per la tassa della spazzatura. I numeri sono drammaticamente diminuiti: se l’anno scorso in questo periodo avevamo in custodia all’interno del parcheggio 400-450 macchine, adesso ne abbiamo 80. E il numero ora sta diminuendo costantemente perché restituiamo circa 14 vetture al giorno, mentre gli ingressi giornalieri sono molti di meno».
È forse proprio il dato del “traffico” in entrata a rendere conto della situazione: «In tempi pre-Covid, ottobre era un periodo “morto” per il turismo ma registravamo comunque dai 50 ai 60 ingressi al giorno. Ora sono uno o due, a volte zero», lamenta Manuela. «C’è qualche movimento in più nel fine settimana con i pendolari che devono rientrare in Sicilia o in Sardegna. Ma comunque non si arriva a più di 10-14 ingressi al giorno. Nemmeno quest’estate le entrate sono state sufficienti: dopo un boom nella prima settimana di luglio, in agosto siamo passati dalle 1.500-1.700 macchine della normalità a 400». Oltre all’emergenza sanitaria, a pesare su un’attività che prima lavorava a pieno regime c’è la riduzione dei voli che fanno scalo al Galilei: «Tanti voli Ryanair fondamentali per noi (Roma, Berlino) sono stati spostati su Firenze. Così non ce la facciamo», è il grido d’allarme di Manuela, che lunedì ha incontrato il sindaco Michele Conti e l’onorevole della Lega Edoardo Ziello, mentre il 2 novembre è già stato fissato un incontro con Confcommercio. Un modo per far conoscere un settore poco conosciuto e pressoché dimenticato da leggi e decreti «Durante il lockdown non c’è stato alcun atto del Governo che ci riguardasse, non sapevamo se rimanere aperti o chiusi. Noi abbiamo sempre lavorato perché c’erano automobili parcheggiate che non potevamo lasciare incustodite. Siamo sopravvissuti con un prestito, ma gli aiuti ad ora sono insufficienti per andare avanti». —
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