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Pisa

«Per l’asporto no alle errate interpretazioni Chiediamo buon senso»

«Per l’asporto no alle errate interpretazioni Chiediamo buon senso»

Confesercenti Toscana Nord fa il punto su quanto previsto realmente dal nuovo decreto dopo la consulenza con gli uffici legali 

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dopo il dpcm/1

«Nei primi giorno di entrata in vigore del nuovo Dpcm con lo stop del consumo al tavolo alle 18, abbiamo assistito ad alcune interpretazioni errate del provvedimento che di fatto hanno reso impossibile la vendita per asporto che invece è regolarmente permessa fino alle 24. Alcuni soci si sono rivolti a noi per avere la corretta applicazione del decreto».

È Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord, a raccontare la prima sera di “semi lockdown” per i pubblici esercizi, scandita dalla protesta locale delle attività che hanno mantenuto le luci accese e da quella regionale in piazza della Repubblica a Firenze. «Proprio mentre stavamo incontrando gli imprenditori che protestavano pacificamente per lo stop alle 18 – racconta Romoli – ci sono arrivate diverse segnalazioni da locali (ad esempio pizzerie) ai quali si imponeva di fare asporto o consegnando fisicamente il prodotto all’esterno del locale o addirittura a serranda abbassata. Quanto di più sbagliato, come ci ha confermato anche il nostro ufficio legale. L’asporto vuol dire non fare somministrazione, ma incartare il prodotto. Ovviamente questo deve avvenire al banco e non certo con una consegna fuori del locale. E questo vale non solo per il cibo – spiega ancora il responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord – ma anche per bevande (bar che quindi possono vendere ad esempio bibite o caffè rigorosamente da asporto) e gelaterie. Ricordiamo che la consegna a domicilio, sempre secondo il Dpcm, non ha alcun limite di orario. In un momento di forti tensioni nella categoria – conclude – chiediamo quindi buon senso nei controlli e soprattutto nessuna interpretazione ad un decreto già molto restrittivo».

Intanto Confesercenti si è mossa a livello regionale incontrando il governatore Eugenio Giani per presentare alcune proposte di modifica del provvedimento da sottoporre al governo. «Le attività che seguono e rispettano i protocolli di sicurezza, concordati a suo tempo con governo e comitato tecnico-scientifico – dichiara Federico Benacquista, responsabile pubblici esercizi Fiepet del centro storico – non possono essere oggetto di restrizioni; non solo perché economicamente insostenibili, ma soprattutto perché, laddove si rispettano “le regole del gioco” non ci possono essere rischi di contagio. Alla luce di tale considerazione, abbiamo chiesto alla Regione di attivarsi con il governo Conte per sostanziali modifiche dell’ultimo Dpcm o per un intervento specifico per la Toscana. Ovviamente puntiamo decisamente anche a sostegni economici concreti e immediati stabilendo una vera forma di ristoro per le attività più penalizzate dai divieti, e, più generale, dal virus, superando totalmente la logica degli aiuti a pioggia e del bonus». —

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