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Pisa

«Grave errore chiudere cinema e teatri»

«Grave errore chiudere cinema e teatri»

Il sindaco Michele Conti e l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani molto critici nei confronti dell’ultimo Dcpm

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pisa

«La curva di contagi si è impennata nelle ultime settimane, per cui era necessario da parte del governo intervenire».

Lo afferma il sindaco di Pisa Michele Conti, il quale però non è d’accordo su numerose delle misure previste dall’ultimo decreto varato dalla Presidenza del consiglio.

«Quest’ultimo Dpcm – sostiene il primo cittadino – presenta degli aspetti quantomeno discutibili, perché accanto a scelte necessarie ce ne sono altre che rischiano di penalizzare intere categorie economiche e produttive. Sono contestabili le misure restrittive nei confronti di ristoranti, bar, teatri, cinema, palestre, piscine e centri sportivi, imposte senza considerare gli sforzi fatti da chi ha sempre rispettato le regole e ha investito per garantire la sicurezza. Chiudere le attività di ristorazione alle 18 è una scelta sbagliata. Sono tanti i ristoratori, anche nella nostra città, che si erano già organizzati per sanificare i locali, garantire le distanze per poter continuare a lavorare garantendo un servizio alle persone e un incasso per se stessi e i propri dipendenti. Con queste nuove regole invece adesso diventa tutto molto più complicato e viene messo a rischio il reddito di tante famiglie. Anche la chiusura di cinema e teatri la ritengo un errore. Pensiamo al teatro Verdi che ha degli spazi enormi dove il distanziamento era già garantito dai posti distanziati in platea, dall’utilizzo dei palchetti in cui si può stare solo in due persone e da un’altra serie di misure. Continuando a mantenere queste regole si poteva far vivere ancora il settore culturale. Sono convinto che un teatro ben organizzato non sia luogo di contagio o comunque lo sia sicuramente meno di un supermercato».

Al sindaco fa eco l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani: «Il 18 ottobre – ricorda – c’era stata la riapertura del teatro Verdi. Mi sono emozionato nel salire sul palco ed osservare 200 persone sedute in modo ordinato, in mezzo a decine di cartelli con divieto di seduta, tutti con mascherine, entrati dopo un’accurata sanificazione e misurazione della temperatura, che poi sarebbero uscite in modo ordinatissimo usando tutte le uscite possibili del teatro. Un’organizzazione perfetta tanto che 5 minuti dopo la fine dello spettacolo le sale erano vuote pronte a ricevere la nuova sanificazione per lo spettacolo successivo. Oltre che emozionato, mi sono sentito sicuro, molto più di quando vado in giro per la strada e incrocio decine di persone che girano senza mascherine o col naso scoperto o quando entro nel supermercato frequentato abitualmente. Ed ora arriva il Dpcm. Tutto chiuso. Tutto inutile. Tutto vano. Il virus gira nei teatri! Tra gli artisti, tra i lavoratori dello spettacolo! Sono loro gli untori!». —

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