Sicurezza
Ripafratta non molla: la bottega chiude e i cittadini la riaprono
Ed è solo la prima delle azioni messe in campo dalla neonata Cooperativa di Comunità che vuole restituire al paese i servizi essenziali
SAN GIULIANO TERME. Due, tre settimane al massimo. Per esser pronti prima di Natale con gli scaffali e i frigoriferi pieni. E di generi alimentari e per la casa nella bottega al 342 della statale dell’Abetone, che è lì dai primi del Novecento, ce ne stanno a sufficienza per i 900 abitanti di Ripafratta, nel territorio di San Giuliano terme, rimasti, dal maggio scorso, senza un’attività nel settore alimentare. Il bar pasticceria ha chiuso a gennaio. La bottega praticamente pochi mesi dopo. Così sono entrati in campo direttamente loro, gli abitanti di Ripafratta: la comunità si è messa in gioco. O meglio quel pezzo di comunità che da qualche anno ha dato vita e anima l’associazione Salviamo la Rocca, principale socia della Cooperativa di Comunità nata il 18 ottobre scorso e presto nuovo gestore della bottega.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.39460364:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39460364:1652788689/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ad accoglierci nel locale c’è Francesco Noferi, ormai ex presidente di Salviamo la Rocca perché è lui che ha preso le redini della cooperativa in qualità, appunto, di presidente. Al suo fianco chi lo ha sostituito nell’incarico all’interno dell’associazione, Baldassare Fronte, componente del consiglio di amministrazione della cooperativa. Ne fanno parte anche Livio Burbi (vicepresidente), Michele Biondi e Sandro Dell’Innocenti. Nell’ordine sui tratta di un dipendente della Scuola Superiore Sant’Anna, ricercatore universitario, un pensionato, un operaio, un libero professionista. Persone con vite piene di impegni professionali e di famiglia ma animate da una passione per il proprio paese (dove sono nati e cresciuti o semplicemente che hanno scelto per viverci) decisamente fuori dal Comune.
Per tutti l’impegno nei confronti della propria comunità è cominciato con Salviamo la Rocca. «La Cooperativa ne è la naturale evoluzione» spiega Dell’Innocenti. «Mettiamo il nostro tempo libero a disposizione della comunità - aggiunge Fronte - lo facciamo per senso civico, anche io che non sono nato qui, sono un immigrato. Ma ho scelto di viverci e mi impegno per questa comunità».
Ripafratta, la sua gente e la sua storia, insomma, in cima alla lista delle priorità. Cosa che si traduce, intanto, nel restituire agli abitanti del borgo un posto dove comprare pane e prosciutto, pasta e fazzoletti. «Ma anche frutta e ortaggi che speriamo arrivino dagli agricoltori della zona - aggiungono - e carne e pesce che faremo arrivare settimanalmente in accordo con fornitori della zona». La bottega, peraltro, diventerà anche una sorta di ufficio informazioni turistiche con depliant e materiale informativo realizzato ad hoc dall’associazione Salviamo la Rocca) per i turisti di passaggio, che non mancano mai ma da troppo tempo, come gli stessi residenti, non hanno punti di riferimento. Cosa che il negozio che sarà gestito dalla Coop è sempre stato, da generazioni. «Prima era dall’altra parte della strada, la gestiva la mia nonna già dalla fine dell’Ottocento - racconta Francesco Della Longa, il proprietario del fondo- poi dai primi del Novecento si è spostato qui. Io ci sono cresciuto, ero già dietro al bancone quando la mia madre mi portava in grembo». Poi Francesco è andato in pensione. L’attività è stata rilevata da due giovani imprenditrici che a maggio hanno lasciato.
«Intanto riapriamo, stiamo già facendo le selezioni del personale che verrà a lavorare qui - spiega Noferi - poi successivamente faremo partire una campagna di adesioni alla Cooperativa di Comunità perché gli abitanti di Ripafratta possano essere imprenditori di se stessi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
