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Frasi choc sui rom Arriva la sfiducia alla consigliera Cristina Taccini

Valentina Landucci
Frasi choc sui rom Arriva la sfiducia alla consigliera Cristina Taccini

L’esponente della Lega aveva paragonato i bambini  ad animaletti: perde la carica di vicepresidente del consiglio 

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«I bambini rom, mi verrebbe da dire, sono un po’ come animaletti che alzano la gamba e fanno la pipì sotto un albero, strisciano per terra e si tirano la roba da mangiare». La frase choc era stato pronunciata a fine luglio durante un dibattito in consiglio comunale. E non era certo passata inosservata. Ne era venuto fuori un caso nazionale. E le scuse dell’autrice di quelle affermazioni non erano bastate, né allora né giovedì sera, a cancellarne la gravità. Per questo da giovedì sera Cristina Taccini non è più la vicepresidente del consiglio comunale di San Giuliano Terme. Con 16 voti a favore (tutti quelli dei consiglieri comunali di maggioranza) e 5 contrari (quelli della Lega) - erano assenti i consiglieri comunali in quota 5 Stelle - il consiglio comunale ha votato la sfiducia all’esponente della Lega in qualità di vicepresidente dell’assemblea cittadina. Le era stato chiesto di dimettersi dall’incarico istituzionale oltre che dal consiglio. Ma in questi mesi la consigliera, ribadendo il proprio punto di vista, e cioè il fatto di essere stata fraintesa, è rimasta al suo posto. Così i gruppi di maggioranza del Comune termale - Sinistra Unita per un'Altra San Giuliano, Partito Democratico e San Giuliano Terme Futura - hanno presentato la mozione di sfiducia (come previsto dal regolamento del consiglio) presentata in aula da Iacopo Cambi che ha parlato di «toni schifosi, razzisti, vergognosi» riferendosi alle parole di Taccini «ancora di più in considerazione del suo ruolo istituzionale che ricopre come vicepresidente del consiglio». In aula la consigliera ha preso la parola per tornare a spiegare l’accaduto. Annunciando la sua astensione sul voto di sfiducia non solo è tornata a scusarsi ma ha parlato di un errore. «Ho commesso uno sbaglio, mi è venuta involontariamente una frase negativa che non rappresenta il mio pensiero – ha detto giovedì sera in consiglio Taccini –. Intendevo affermare che questi bambini “sono trattati come” e non “sono”». Poi ha specificato il contesto dell’errore: «Era tardi, ho subito un calo di concentrazione e non sono riuscita ad esprimere quello che avrei voluto dire». Taccini ricorda di aver subito chiesto scusa. «Ho commesso uno sbaglio ma non mi dimetto – ha concluso – sono certa di non aver mai posto in essere pensiero o atto razzista in tutta la mia vita». E a darle man forte è intervenuto, tra gli altri, il consigliere comunale Gianmarco Marzaro, che di Taccini è anche il figlio: «È mia madre, so per certo che si è trattato di una frase espressa male che non esprime il suo modo di essere e di pensare».

Scusarsi e ammettere l’errore però non è bastato alla maggioranza a tornare sui propri passi. «Tutti i consiglieri della Lega sono intervenuti provando a salvare la consigliera Taccini dalla mozione di sfiducia di vicepresidente del consiglio comunale – commenta la maggioranza sangiulianese – sono passati dalle arringhe difensive da aula di tribunale agli appelli strappalacrime di pentimento. La cosa più grave è che il tutto sia stato inscenato per mantenere una poltrona. Crediamo invece che se fossero vere tutte le scuse raccontate ieri sera (giovedì, ndr) e se davvero ci fosse il rispetto delle istituzioni la consigliera Taccini avrebbe dovuto dimettersi da vicepresidente del consiglio comunale il giorno dopo lo scivolone. Ci dispiace ma chi afferma tali nefandezze non può rappresentare le istituzioni di San Giuliano Terme». —



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