La protesta
«Assegnare posti di lavoro ai detenuti del Don Bosco»
Oggi la relazione del garante Alberto Marchesi sulla situazione della struttura Appello all’amministrazione perché affidi mansioni manuali
PISA
Dopo un minuto di silenzio in ricordo di Jole Santelli, la presidente della Regione Calabria, del professor Samuel Paty brutalmente ucciso a Parigi, la seduta di oggi del consiglio comunale avrà al centro la relazione annuale del garante dei detenuti e delle persone private della libertà personale, l’avvocato Alberto Marchesi. «L’istituto penitenziario - scrive nella sua relazione Marchesi - è una struttura ormai obsoleta, la cui costruzione risale al 1935 e, quindi, presenta problematiche di vario genere tali da richiedere l’avvio di importanti ed urgenti lavori di manutenzione straordinaria». Per quanto riguarda le attività dei detenuti, lo scorso anno su 248 (di cui 151 di nazionalità straniera) 17 hanno frequentato la Scuola Alberghiera Michelangelo e 7 corsi universitari.
Molte le problematiche relative alla situazione del Servizio di Assistenza Intensiva, tenuto conto di «un elevato numero di soggetti tossicodipendenti», anche se «nel corso del 2019 non si sono registrai eventi suicidari, ma solo gesti di autolesionismo». Inoltre l’avvocato Marchesi, dopo aver ricordato che «sarebbe finalmente in corso di avvio un progetto volto all’allestimento di uno spazio esterno di accoglienza destinato ad ospitare le persone che attendono di accedere alla sala colloqui», segnala che vi sono state «molte difficoltà ad instaurare uno stabile rapporto di collaborazione con i Servizi del territorio che si occupano dei figli minori dei detenuti», mentre, per quanto riguarda l’inserimento nel mondo del lavoro dei detenuti, nella relazione si sottolinea «la totale assenza di opportunità per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, così come previsti dallo stesso Ordinamento penitenziario» e quindi viene auspicato «che, tra l'altro, l’amministrazione comunale di Pisa possa assegnare alcuni posti di lavoro con mansioni manuali di manutenzione del verde pubblico» e che la stessa amministrazione comunale possa comunque farsi «portavoce anche nei confronti di altre aziende del territorio». —
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