Sicurezza
Preside e professori rinunciano alle loro stanze per lasciarle agli studenti
Gli spazi riservati ai docenti sono stati attrezzati per le lezioni Il dirigente Berni: «Un segnale doveroso nei confronti dei ragazzi e delle loro famiglie»
pisa
L’assenza di spazi adeguati per il mantenimento della distanza fisica avrebbe costretto a dividere le classi o ad attivare la didattica a distanza.
Impossibile assicurare il metro di distanza tra uno studente e l'altro in ristrette aule “sovraffollate”. La soluzione innovativa, condita da altruismo e generosità, è arrivata dal dirigente scolastico e dai docenti dell’istituto Santoni.
Il primo ha rinunciato al suo ufficio, i secondi agli spazi riservati a riunioni e incontri per offrire aule adeguate per la didattica in presenza e scongiurare l'attivazione della didattica a distanza che avrebbe costretto alcune decine di studenti a seguire in streaming le lezioni.
«Un segnale doveroso, oltre che necessario, nei confronti di ragazzi e famiglie che si trovano costretti ad affrontare mille difficoltà», sottolinea il dirigente scolastico Maurizio Berni che ha trasferito il suo ufficio in una stanza molto più piccola. Lo stesso hanno fatto i docenti dell’istituto che hanno attrezzato con banchi, sedie e cattedre gli spazi riservati, in periodo pre-Covid, agli insegnanti.
«Al di là degli aspetti organizzativi, ci sono anche quelli psicologici da affrontare - prosegue il preside –. Fa un certo effetto attraversare i corridoi della scuola avvolti da un inedito silenzio nonostante le porte delle classi lasciate aperte per areare il più possibile gli spazi. I ragazzi stanno vivendo questo strano periodo con un forte senso di maturità e forse anche con un po’ di paura e di disorientamento. Ogni provvedimento che mettiamo in campo deve quindi tenere conto anche e soprattutto dell’aspetto educativo».
Dall’inizio dell’anno scolastico sono tre le classi dell’istituto finite in quarantena (tutte della succursale Gambacorti, di cui una “ospitata” nel complesso centrale). «Nonostante le richieste di docenti e studenti costretti a casa, non è stato possibile attivare la didattica a distanza - prosegue il dirigente scolastico -. Gli insegnanti in quarantena risultano formalmente in malattia: non possono firmare il registro e quindi fare lezione. Si tratta di un vuoto normativo, un limite burocratico che va affrontato e modificato al più presto visto il particolare anno scolastico che dobbiamo affrontare». —
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