Il Tirreno

Pisa

provvedimenti anti-covid 

Movida a Pisa, niente anticipo alle 23 per la chiusura dei locali

Movida in piazza delle Vettovaglie
◗
Movida in piazza delle Vettovaglie

Confesercenti: il sindaco ci ha garantito che non inasprirà le misure del Dpcm lasciando il termine delle 24. Sulla Ztl concertazione con le associazioni

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Abbiamo avuto rassicurazioni dal sindaco Michele Conti che a Pisa non ci saranno restrizioni diverse per i pubblici esercizi rispetto all’ultimo Dpcm. Quindi niente chiusura dei pubblici esercizi alle 23. E comunque eventuali nuovi provvedimenti saranno concertati con le associazioni di categoria». È Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, a confermare l’avvenuto dietrofront a Palazzo Gambacorti.

Il sindaco aveva anticipato la sua intenzione, attraverso un’ordinanza, di far chiudere sin dalle 23 i locali nella zona della movida. Ma già il Dpcm ha previsto uno stop alle 24 e così, di fronte ad una sola ora di differenza, il Comune ha deciso di non procedere con ordinanze su questo punto.

Restano nei piani di Conti la reintroduzione della Ztl notturna sui lungarni e il contingentamento degli ingressi in zona Vettovaglie. «Ma il sindaco ha garantito che ogni eventuale decisione passerà dal confronto con le associazioni di categoria», dice Micheletti.

Le associazioni di categoria continuano a contestare l’ultimo provvedimento del premier Conte in materia di orari di somministrazione e chiusura dei pubblici esercizi. «La chiusura anticipata dei locali inserita nell’ultimo Dpcm mette a rischio decine e decine di imprese - dice Massimo Rutinelli, presidente pisano del sindacato pubblici esercizi Fiepet Confesercenti -. Si tratta di un ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working. La pandemia ha già causato numerose chiusure, la perdita di posti di lavoro e le nuove misure di contenimento del virus vedranno abbassare ulteriormente i fatturati dei pubblici esercizi. Queste chiusure anticipate coinvolgono migliaia di imprese e famiglie che hanno lottato in questi mesi per rimanere a galla e speso tantissimo per il rispetto delle norme. Oggi per loro arriva un ulteriore danno».

Rutinelli si rivolge quindi al governo nazionale ma anche alla Regione, già interpellati dall’associazione, affinché si mettano in campo misure urgenti e ben calibrate per il settore: «Serve un contributo a fondo perduto a vantaggio delle imprese penalizzate da perdite di fatturato derivati dalle conseguenze delle misure di contenimento e la proroga degli ammortizzatori sociali per il comparto. E ancora un intervento straordinario dello Stato per aiutare le imprese a sostenere i costi fissi (locazioni ed utenze in particolare), fino alla concessione gratuita del suolo pubblico anche per tutto il 2021».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore