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Lega, Gabbriellini lascia l’incarico di coordinatore: "Serve una marcia nuova"

Francesco Loi
Gabriele Gabbriellini
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Gabriele Gabbriellini

Pisa: anche a livello provinciale arriva l’onda lunga delle sconfitte elettorali. I piani di rilancio  del segretario Ziello

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PISA. Si è dimesso il coordinatore della Lega in provincia di Pisa, Gabriele Gabbriellini. «Le dimissioni le ho presentate, anche se ancora non sono state accettate», dice aggiungendo subito: «Questa comunque è la mia scelta ed è da tempo che avevo questa intenzione». È il primo effetto dell’onda lunga dei risultati elettorali. Prima quelli delle regionali, che hanno visto il centrosinistra stoppare le ambizioni del Carroccio, e poi quelle delle amministrative a Cascina, l’avamposto leghista che è tornato dopo quattro anni di intermezzo nel solco della tradizione rossa.

Un “uno-due” che ha colpito con forza la Lega con riflessioni che vanno dal livello nazionale a quello regionale, fino al territorio pisano: se tra Eugenio Giani e Susanna Ceccardi in provincia (47,65% contro 41,42) il distacco è stato più contenuto rispetto al dato regionale (48,62 contro 40,46), a Pisa città è aumentato a dismisura (52,66 contro 36,76). «Ma non si possono fare confronti di questo tipo, sono situazioni differenti. Questo è stato più un voto politico, non un giudizio sull’amministrazione comunale», si è affrettato a sottolineare il sindaco leghista Michele Conti.

Ma grandi manovre, aggiustamenti e riposizionamenti sono già iniziati dentro il Carroccio pisano. Il cui segretario, il deputato Edoardo Ziello, sembra già pronto a riprendersi quegli spazi di manovra che prima sono stati “contenuti” dalla candidatura a governatore di Susanna Ceccardi, così come di esponenti vicini all’europarlamentare nelle liste per il consiglio regionale, candidature poi culminate in una serie di bocciature. Il tutto mentre dentro la Lega cresce il partito di chi chiede una svolta moderata rispetto agli accenti più spinti salviniani e ceccardiani.

A fine anno è previsto il congresso comunale della Lega, nel prossimo febbraio quello provinciale, poi quello regionale. Passaggi che potrebbero ridisegnare la geografia politica leghista.

«Penso sia arrivato il momento di un cambio, di avere una marcia nuova», dice Gabbriellini a proposito delle sue dimissioni. «Nel 2016 anche grazie al mio lavoro avevamo conquistato Cascina, un risultato storico - prosegue Gabbriellini -. Stavolta è andata diversamente e vado di conseguenza. Se ritengo di aver sbagliato da solo oppure di non sono stato messo in condizione di fare il mio lavoro? No, la mia è solo un’autocritica. Anche perché, se qualcosa non mi fosse stato bene, avrei dovuto comunque impormi».

«Queste sconfitte possono diventare un fattore positivo», si sente dire, tra l’altro, dentro la Lega pisana. L’espressione di Gabriellini sull’esigenza di «una marcia nuova» fa il paio con la frase «serve un cambio di passo» che si sente dalle parti di via Cattaneo, dove ha sede il Carroccio. La risposta alle batoste elettorali, nei piani di Ziello, è soprattutto un rilancio dell’azione amministrativa in città. «I signori Filippeschi, Mazzeo e Ferrante non cantino vittoria troppo presto. Noi continueremo a lavorare per il bene di Pisa. Saranno le pisane ed i pisani nel 2023 a dirci se Michele Conti avrà fatto un buon lavoro o meno e non loro che hanno già fallito nella gestione della città», ha scritto il deputato/segretario sui social.

Nella Lega alle prese con il caso Dini, lavoro e risultati di assessori e consiglieri tornano così in primo piano. E sotto la lente di ingrandimento. —



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