Sicurezza
Caso Dini, scuse ribadite. No alle dimissioni
Accesa discussione in consiglio comunale a Pisa dopo l’episodio di body shaming: respinta la mozione delle opposizioni
PISA. Un’accesa discussione in consiglio comunale. Tra scuse presentate pubblicamente, polemiche, attacchi tra maggioranza ed opposizione, volontarietà o errore. Al centro l’episodio di body shaming andato in “onda” durante la seduta dell'assemblea cittadina della scorsa settimana svoltasi in videoconferenza, quando la consigliera della Lega Emanuela Dini è stata offesa per il suo aspetto fisico dalla collega di partito Laura Barsotti, che l’ha definita «botriona». Nella parte finale dell’assemblea la discussione della mozione urgente con la quale i gruppi di opposizione hanno chiesto le dimissioni di Barsotti oltre ad impegnare il consiglio comunale «ad attivare, anche in collaborazione con l’Università, le scuole e le associazioni del territorio, percorsi di formazione e sensibilizzazione contro il bullismo e il body shaming». Votata l’urgenza della discussione, la Lega ha ottenuto l’inversione dell’ordine del giorno per discutere prioritariamente della realizzazione di una beach arena.
Infine la discussione con bocciatura della mozione da parte della maggioranza.
Nei giorni scorsi, la consigliera Barsotti aveva ricevuto un richiamo scritto dal segretario cittadino del partito Edoardo Ziello. Una sorta di ammonizione dalla quale è scaturito un comunicato di scuse della consigliera ribadito ieri in aula in apertura dei lavori. Un passo indietro accettato anche dall’ufficio di presidenza che, sottolinea il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai, «si è riunito due volte per analizzare il caso decidendo di accettare le scuse». Scuse, ma non dimissioni. Anzi, ieri mattina la consigliera Barsotti ha partecipato insieme all’assessora Giovanna Bonanno e al sindaco Michele Conti alla presentazione dei nuovi impianti di videosorveglianza nella zona di Porta Fiorentina. Un’uscita pubblica per evidenziare la “vicinanza” all’amministrazione e rigettare l’istanza di dimissioni avanzata dai gruppi di opposizione.
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