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Teatro Rossi, l’associazione getta la spugna

Giulia Serni
Teatro Rossi, l’associazione getta la spugna

Pisa: dalla Regione nessuna risorsa per la valorizzazione dell’edificio storico occupato da anni e delle sue attività

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PISA. Doccia fredda per il Teatro Rossi. L’omonima associazione che da anni si occupa della tutela e della salvaguardia del teatro si scioglie. La notizia, affidata ai social, per alcuni un fulmine a ciel sereno, per altri risponde a una crisi già ventilata da tempo. Lo scorso 27 settembre, nel giorno dell’ottavo compleanno del Teatro Rossi Aperto, in un’assemblea aperta alla cittadinanza, era stata palesata l’idea di considerare terminato il mandato. In quell’occasione, i vertici del “Tra”, comunicavano la netta lontananza tra il programma di valorizzazione del Teatro Rossi elaborato da Pts Clas e le linee guida della Regione Toscana, definendolo «incoerente rispetto a quanto deciso collegialmente ed in contrasto con i principi statutari dell’associazione».

Nato nel 2012, dopo che un gruppo di cittadini, giovani e studenti occuparono il teatro, il “Tra” è diventato nel tempo un’associazione di promozione sociale. Nel corso degli anni ha risvegliato dallo stato di abbandono il teatro tardo settecentesco, proponendo un programma fitto di appuntamenti tra incontri, mostre, spettacoli teatrali, festival cinematografici, alternanza scuola-lavoro, in un costante dialogo con gli enti preposti (Soprintendenza, Demanio, Regione e Comune). Dialogo che ad oggi non pare abbia dato alcun risultato.

«Gli obiettivi prefissati – si legge nel comunicato del “Tra” – quali la messa in sicurezza e la rifunzionalizzazione del teatro secondo un'apertura sostenibile con cantieri brevi e in più fasi, non sono stati conseguiti. Inoltre, la delibera approvata dalla giunta regionale non ha previsto alcuno stanziamento di fondi per rendere il programma di valorizzazione minimamente praticabile. Il programma di valorizzazione – proseguono dal “Tra” – prevede (se mai finanziato) un cantiere della durata di diversi anni per la progettazione ed esecuzione dei lavori e un costo complessivo ben superiore ai 5 milioni di euro che prefigurano la sorte di un teatro inesorabilmente e permanentemente chiuso per mancanza di portatori di interesse». Solo un anno fa era stato aperto il tavolo istituzionale, che coinvolgeva proprio Pisa e la Regione, e che gettava una luce di speranza sulla travagliata storia del teatro. Un niente di fatto, ad oggi, nonostante la tenacia dell’associazione che non solo puntava a ristrutturare i locali di quello che è il primo teatro edificato a Pisa, ma soprattutto voleva restituirlo alla comunità facendolo divenire un punto di riferimento per la città e il suo pubblico.

L’associazione dal canto suo si dice pronta a passare il testimone. «Si è già manifestata da parte di singoli, collettivi e associazioni, la volontà di proseguire l'esperienza di apertura e gestione del teatro. A questi il “Tra” esprime i migliori auguri, nella speranza che l’apertura del Teatro Rossi continui ad essere una necessità civica e sociale di tutti, da condividere e rilanciare in tutta la città e nelle realtà culturali che la compongono. Questo punto – viene sottolineato – chiama in causa ognuno di noi come cittadino, con o senza l'associazione “Tra”, nessuno escluso».

 

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