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Pisa

evento annullato 

La performance teatrale anti-Covid fermata dal virus

Giulia Serni
La performance teatrale anti-Covid fermata dal virus

Positiva una delle protagoniste della “Grande invasione”, l’innovativo progetto   pensato anche come occasione di riscatto del teatro di fronte all’emergenza

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/pisa

In una sorta di contrappasso dantesco la “Grande invasione” si ferma, vittima anche lei del Covid-19. Annullata l’attesissima performance teatrale, organizzata per domenica, che avrebbe letteralmente invaso tutta la città di Pisa. Una delle attrici è risultata nelle scorse ore positiva al coronavirus, costringendo circa 60 persone, per lo più colleghi che hanno lavorato a stretto contatto con lei, alla quarantena preventiva. A poche ore dalla messa in scena, cala dunque il sipario su un evento unico nel suo genere, nato proprio in risposta all’emergenza sanitaria, che avrebbe coinvolto circa 150 attori, perlopiù giovani appartenenti ai principali gruppi di formazione teatrale della città, teatro Verdi, Scuola Normale, Arsenale delle Apparizioni, La Ribalta Teatro e Nosodi.

Ma andiamo con ordine. Che qualcosa di strano stava accadendo in città, qualcuno se n’era già accorto. Da giorni sui social circolano immagini di giovani, vestiti di nero, armati di ombrelli e peluche che in fila indiana vagano per le strade del centro. C’è chi ha pensato a una trovata pubblicitaria, chi a un gruppo di ragazzi fuggiti da una clinica psichiatrica, a stranieri in vacanza o ambientalisti. Effettivamente l’ambiente c’entra come ci ha spiegato l’ideatore della “Grande invasione”, Franco Farina, drammaturgo e formatore del teatro Verdi. «Il tema centrale di questa maratona teatrale è il clima e la salvaguardia dell’ambiente. Tutto nasce a luglio, con i teatri chiusi e gli spettacoli fermi. L’idea è quella di una reazione nei confronti di quello che stava succedendo. Si trattava di capire come il teatro potesse stare dentro all’emergenza sanitaria e a tutte le limitazioni legate al Covid. Ecco la scelta di una maratona teatrale all’aperto, una nuova modalità di relazione tra attore, pubblico e spazio che rivendicasse l’essenzialità e il valore del teatro anche fuori dalle sale. Pensando ad un filo conduttore che potesse tenere unite le varie performance teatrali – spiega - mai come adesso mi è sembrata attuale l’idea della tutela ambientale e della salvaguardia del clima. Quale azioni possiamo fare per un nuovo pianeta? Quali tipi di teatro? Lo spunto me lo ha dato l’enciclica “Laudato sì” di papa Francesco, del 2015. Non la metteremo in scena. Abbiamo provato a dare delle risposte teatrali alle tante questioni che il testo solleva. Attorno all’enciclica i ragazzi hanno sviluppato dialoghi e monologhi, ripresi anche da opere famose, come “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, estratti di romanzi, poesie, dialoghi cinematografici o sceneggiature di fumetti».

L’evento, a cui professionisti e non hanno aderito gratuitamente, ha suscitato l’interesse di Sant’Anna e Normale, che hanno concesso il loro patrocinio. Certo, la “Grande Invasione” di domenica è stata annullata ma, assicurano gli organizzatori, solo per il momento. Non resta quindi che aspettare una nuova data. —

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