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Dall’ultimo bollettino 33 nuovi contagi in provincia di Pisa
PISA
In provincia di Pisa nelle ultime 24 ore sono state registrate 33 nuove persone positive al coronavirus. Dieci abitano a Pisa, una a San Giuliano Terme, tre a Vicopisano, una a Bientina, due a Buti, una a Lajatico, Palaia, Peccioli e Ponsacco, cinque a Pontedera. A questi si aggiungono i casi del comprensorio del Cuoio: Castelfranco di Sotto 1, San Miniato 4, Santa Croce sull'Arno 2, tutti centri di competenza dell’Asl Toscana Centro. Il totale dei contagiati nel pisano, dall'inizio dell'emergenza sanitaria, sale a 1.724 (dal 24 giugno la Regione ha cambiato il sistema di conteggio dei positivi). Le persone decedute sono 97 (gli ultimi due decessi in provincia di Pisa risalgono al 29 settembre).
In Toscana sono 188 i nuovi positivi al coronavirus, compresi quelli di Pisa. Il totale sale a 15.579. Gli attualmente positivi in regione sono 3.962.
L'età media dei 188 casi è di 42 anni circa: il 16% ha meno di 20 anni, il 28% tra 20 e 39 anni, il 37% tra 40 e 59 anni, il 15% tra 60 e 79 anni, il 4% ha 80 anni o più. Per quanto riguarda gli stati clinici, il 68% è risultato asintomatico, il 22% pauci-sintomatico (cioè con sintomi inferiori di numero e di minore intensità).
Pisa in questi giorni è si trovata ad affrontare la chiusura della primaria Biagi per un rapido aumento dei casi. Una situazione questa che potrebbe presentarsi per altre realtà. «Il meccanismo delle quarantene per i contatti diretti di casi positivi e la lentezza con cui vengono fornite le risposte dei tamponi, rischia di imprigionare in casa centinaia di famiglie, creando allarme sociale e difficoltà nel gestire il quotidiano alla prima febbriciattola di stagione di un bambino in età scolare. Il tema è complesso e delicato, per questo è necessario un cambio di passo per contenere la circolazione del virus - i casi salgono anche a Pisa al ritmo di 3-4 al giorno nelle ultime settimane - e, contestualmente, permettere alle famiglie di mandare a scuola i bambini, andare a lavorare, continuare a condurre una vita normale», sono le parole del sindaco Michele Conti. «Chiedo dunque alla Regione, che vedo in ritardo sul tema, di attivarsi per eseguire tamponi rapidi antigenici direttamente nelle scuole, come ha già cominciato a fare la Regione Veneto che evidentemente si era organizzata per tempo». —
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