Sicurezza
Assalto in villa fallito: patteggia un anno e 2 mesi
Il reato era di tentato furto aggravato per il colpo interrotto dall’arrivo della polizia dopo l’allarme scattato sul cellulare del padrone di casa
pisa
Ha patteggiato un anno e 2 mesi per tentato furto aggravato Saimir Sulejmani, 35 anni, italiano di origini albanesi, residente a Pisa, incensurato, arrestato dalla polizia a fine agosto dopo una fallita intrusione in una villa sulla Calcesana a Ghezzano.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice Susanna Messina (pm onorario Massimiliano Costabile). L’imputato era difeso dall’avvocato Silvia Morelli.
All’origine dell’arresto un accorgimento tecnologico all’apparenza banale nel congegno, ma efficace nei risultati.
Un allarme perimetrale che scatta sul cellulare del padrone di casa e che resta in silenzio nell’abitazione da proteggere.
I ladri pensano così di muoversi all’insaputa di proprietari e forze dell’ordine. E si sbagliano. Il risultato è l’arrivo tempestivo della polizia.
Dei tre protagonisti dell’episodio, due erano riusciti a scappare, mentre per l’accusa l’autista, quello che faceva da “palo”, era stato arrestato per tentato furto aggravato in concorso.
Quella che è la difesa passiva tecnologica allestita dal proprietario della villa si è rivelata fondamentale per proteggere l’immobile dalle incursioni dei ladri.
Nell’udienza di convalida Sulejmani aveva sostenuto di essere estraneo al raid sventato dalla combinazione tra allarme e pronto intervento delle volanti della polizia.
Era alla guida di un’auto dove furono trovati orologi di valore e un bilancino di precisione. La vettura non era sua, oltre a essere priva della copertura assicurativa. —
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