Gioco
«Antifascismo, onestà e lavoro Da qui possiamo ripartire uniti»
Enrico Rossi alla manifestazione organizzata a sostegno di Eugenio Giani «Sono fiducioso. Non abbiamo paura perché siamo forti della nostra storia»
pisa
«Sono fiducioso. Non sono intimorito da Susanna Ceccardi, Matteo Salvini e dalla Lega. Non abbiamo paura perché siamo forti della nostra storia, della nostra politica e anche dei nostri errori. La sinistra deve però ritrovare l’unità e per farlo deve ricompattarsi attorno agli operai, ai lavoratori, ai quartieri popolari e al suo popolo». Enrico Rossi impugna il microfono mentre gli applausi mescolati ai fischi di un gruppo di contestatori accolgono Matteo Salvini a poche centinaia di metri di distanza da piazza Cairoli, dove le Sardine pisane ieri mattina hanno chiamato a raccolta il loro variegato popolo. Alle spalle del governatore, che per la seconda volta ha partecipato ad un raduno del movimento, una sardina di cartone colorata sembra, a pochi metri dall’Arno, indicare la strada verso Firenze. Una “traversata” controcorrente che diventa metafora delle difficoltà della sinistra a trovare quell’unità che Rossi sottolinea come fondamentale per riconquistare quel popolo, fatto di lavoratori, studenti e abitanti dei quartieri popolari, che rischiano di “abboccare” alle promesse di chi «fomenta l’odio». «Se da loro ci va chi propaganda pensieri aberranti, noi dobbiamo guardare a questo come una sfida – sottolinea Rossi –. Dobbiamo andarci e ricompattare il popolo attorno alle grandi idee di cambiamento, altrimenti la sinistra smarrisce le sue fondamenta. Antifascismo, onestà e lavoro sono i pilastri della nostra storia e attorno a questi la sinistra deve riunirsi avendo anche più rispetto reciproco». Temi attorno ai quali il presidente chiama a raccolta gli elettori, invitandoli ad andare a votare per continuare ad alimentare una tradizione, quella della Toscana, fondata sui diritti, l’uguaglianza e l’antifascismo. «Salvini dovrebbe ringraziare chi ha combattuto per la libertà che ha permesso anche a lui di poter parlare in piazza», l’affondo di Rossi che definisce il leader della Lega un «nazional-populista». «Dicono che si offendono se li chiamiamo neofascisti e questo mi fa piacere – prosegue Rossi –. Allora i leghisti non dovrebbero più mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo, ma ringraziare i partigiani e riconoscersi ogni tanto in qualche valore della Costituzione. Sono fiducioso – conclude il governatore –. In questi anni abbiamo lavorato tanto e la Toscana è andata avanti in tempi di tagli e di crisi collocandosi tra le regioni più all’avanguardia d’Europa. Giani ha fatto un gran lavoro in queste settimane e i toscani sanno che la Ceccardi va stoppata». Un appello che si unisce al “richiamo” delle Sardine «a prendersi ognuno le proprie responsabilità» in un periodo storico arrivato ad un bivio: da una parte «una società democratica fondata sui diritti», dall’altra una «politica fatta di odio». «Una Toscana a trazione leghista rappresenterebbe un arretramento per le politiche e i diritti civili – sottolinea Luigi Sofia, portavoce delle Sardine pisane – Vogliamo esercitare una contrapposizione democratica: non diamo indicazioni di voto, ma siamo nel nostro posto naturale, le piazze, per essere un argine all’arretramento culturale, politico e dei diritti civili». –
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