Gioco
Renzi: la Lega rifiuta i soldi Ue e noi diciamo no alla tassa Ceccardi
PISA
«Mi fanno le battute e mi dicono che non vengo a Pisa perché sono fiorentino e la Ceccardi è pisana. Sbagliato: la Ceccardi è padana». Matteo Renzi, leader di Italia Viva (nel collegio pisano la lista per le regionali è Italia Viva + Europa), a Pisa ieri ci è arrivato. In ritardo dopo un lungo tour che in mattinata lo ha portato in Campania e nel pomeriggio, in aereo, prima a Viareggio e poi in largo Ciro Menotti dove ad attenderlo in prima fila c’erano i candidati alle regionali.
«Stanco? Non si può essere stanchi. Qui c’è in ballo il futuro della Regione Toscana. Sono venuto perché voglio suonare la carica a tutti». In pratica, «un doping emozionale per lo sprint», così Michele Passarelli Lio ha definito Renzi presentando quella che in realtà è la seconda tappa pisana dell’ex premier, protagonista alcuni giorni fa di un incontro al Polo tecnologico di Navacchio.
«La Lega non deve vincere - dice Renzi -. Salvini lo ha ribadito: loro diranno no al Mes e no ai fondi europei. Per la Toscana significa dire no a 2 miliardi di euro di aiuti per la ripresa. La conseguenza è che loro metteranno più tasse e la patrimoniale. Facendo la divisione, la tassa Ceccardi costerà 2mila euro ad ogni famiglia toscana». —
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