Gioco
Ladri informatici colpiscono di nuovo furto al bancomat dell’ufficio postale
Lo sportello Atm è stato prima disattivato e poi svuotato senza fare danni alla struttura, smontando la tastiera
SANTA CROCE SULL’ARNO
I ladri informatici hanno colpito di nuovo. Dopo il furto da 20mila euro, messo a segno all’inizio di agosto all’ufficio postale di Santa Maria a Monte, nel fine settimana lo sportello Atm dell’ufficio postale di Santa Croce sull’Arno, in via Copernico, è stato saccheggiato alla stessa maniera. Ancora non è possibile indicare a quanto ammonta il furto. I dipendenti dell’ufficio postale solo questa mattina potranno fare i controlli necessari per capire quante banconote sono state “sfilate” dalla cassa automatica. Un cittadino si è reso conto che mancava la tastiera dello sportello Atm e ha dato l’allarme.
I carabinieri della compagnia di San Miniato e di Santa Croce sull’Arno, ieri mattina, hanno effettuato un primo sopralluogo. Da quello che hanno visto, ritengono che le modalità riscontrate siano le stesse del furto dell’inizio di agosto, portato a termine nel comune vicino.
Se così fosse è arrivata anche in provincia di Pisa una delle bande specializzate negli assalti alle casse automatiche degli uffici postali. Furti simili, infatti, sono stati registrati in molte altre città.
A differenza delle bande che piazzano l’esplosivo e sventrano le banche per trascinare via dalle pareti i bancomat, questi sono ladri che agiscono in maniera silenziosa. Ladri informatici che riescono a disattivato tutti i circuiti e poi cominciano a prelevare le banconote. A Santa Maria a Monte (in via San Michele) i ladri avevano smontato la parte in plastica che illumina il dispositivo dello sportello bancomat, erano entrati nel sistema operativo e, una volta disattivato, si erano impossessati di 20mila euro con la stessa facilità di un normale prelievo da decine di euro. E nei giorni precedenti al colpo di inizio agosto c’era stato un furto simile anche in provincia di Firenze.
Agli inquirenti, che dispongono di pochi elementi per cominciare a indagare sugli autori dei “raid”, non resta che vagliare anche le telecamere di videosorveglianza della zona, pubbliche e private, per cercare di risalire ad auto in transito con targhe che possano ricondurre ai malviventi.
Oggi poi è probabile che dal personale che lavora nell’ufficio postale, possa arrivare qualche indicazione in più per chiarire meglio le modalità con cui è stato portato a termine il furto. E si conoscerà a quanto ammonta la somma finita nelle mani dei ladri, riusciti a fuggire senza fare tanto rumore. —
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