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Pisa

Il vice ministro dell’Interno annuncia «Entro l’anno otto nuovi poliziotti»

pietro barghigiani
Il vice ministro dell’Interno annuncia «Entro l’anno otto nuovi poliziotti»

L’onorevole Mauri in prefettura con i vertici delle forze dell’ordine: reati in calo di oltre il 20 per cento 

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Il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri (Pd) arriva in città di primo mattino e dopo aver partecipato all’incontro in prefettura con i vertici delle forze dell’ordine provinciali dà due notizie: la prima è che i reati sono in calo di oltre il 20 per cento; la seconda è che arriveranno altri otto poliziotti entro dicembre dopo i sedici inviati dal luglio 2019 all’agosto scorso.

Una visita rapida prevista nei mesi scorsi e rinviata a causa del lockdown.

I temi della sicurezza sono stati il cuore della discussione e del confronto con un’attenzione rimarcata dall’esponente del governo sul monitoraggio riferito al fronte delle infiltrazioni criminali. La Direzione distrettuale antimafia di Firenze ha aperto diverse inchieste nell’area del Valdarno mettendo in evidenza fenomeni di riciclaggio in cui le imprese si sarebbero prestate per un lucro proprio, ma anche per consentire alle organizzazioni criminali di ripulire soldi sporchi. E alcune interdittive antimafia sono state firmate dal prefetto Giuseppe Castaldo a carico di ditte attive nel settore conciario. Una prevenzione capillare con i reati spia, quello dell’usura in particolare, su cui la Guardia di finanza si muove sottotraccia, ma con un orizzonte ad ampio raggio.

Presenti alla riunione, presieduta dal prefetto Castaldo, il comandante dei carabinieri, colonnello Giulio Duranti, il comandante della Guardia di finanza, colonnello Giancarlo Franzese, il questore Paolo Rossi e il comandante dei vigili del fuoco, ingegner Nicola Ciannelli.

«Questi incontri servono per confrontarsi su come stanno ripartendo i territori e anche per complimentarsi per come è stato gestito il lockdown – spiega ai cronisti il vice ministro al termine dei lavori –. Abbiamo affrontato la questione sicurezza e quella della criminalità organizzata con il tentativo di infiltrazioni nel sistema economico. Il ministro Luciana Lamorgese lo aveva detto nei mesi scorsi di alzare la guardia sul rischio che le imprese in crisi per il Covid potessero essere nel mirino della criminalità organizzata».

Uno dei punti sottolineati dal vice ministro ha avuto come tema la diffusione dello spaccio. La droga ormai di consumo trasversale con un’età media che tende ad abbassarsi.

«Il focus di oggi – riprende l’onorevole Mauri – è il consumo di droga. Un fenomeno che coinvolge sempre più ragazzi. La mia battaglia è di portare allo stesso livello la sicurezza percepita e quella reale. Avere paura di aver paura significa limitare la propria libertà e questo non è accettabile».

Il vice ministro passa poi ai numeri che traducono nelle singole storie vissute o subìte dai cittadini l’andamento dei reati. Sono dati forniti delle forze dell’ordine su base provinciale.

«Registriamo negli ultimi cinque, sei anni una riduzione dei crimini – spiega -. Non considero i primi mesi del 2020 perché il lockdown ha quasi azzerato i reati. Il dato provinciale 2019 sul 2018 vede le rapine calare del 21 per cento; i furti del 14 per cento; gli scippi del 55 per cento. Se prendiamo un periodo più ampio, dal 2012 al 2020, la delittuosità in provincia è diminuita del 22,2 per cento; le rapine del 34,6 per cento; i furti del 29,6 per cento». Alla domanda se la riduzione dei reati non sia il sintomo di uno scoraggiamento dei cittadini che ormai non si presentano più in questura o dai carabinieri, il rappresentante del governo risponde: «Qui a Pisa i cittadini denunciano. Chi non lo fa appartiene a un margine minimo, fisiologico. Questi numeri sono il segnale chiaro che la situazione sta migliorando. Non ne faccio una questione di governo. Se ne sono avvicendati diversi, da quelli nazionali a quelli locali».

Per il vice ministro uno dei contributi che può arrivare per migliorare la sicurezza riguarda l’amministrazione delle città. Con i sindaci in un ruolo attivo per la riqualificazione urbana e nella riduzione di marginalità ed esclusioni sociali.

«Si deve permettere alle persone di riappropriarsi degli spazi» è la ricetta dell’esponente del governo Conte. —



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